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PRESERRE (CZ) – TURISMO, I VOLTI “NASCOSTI” DELLA CALABRIA


Musaba

Da Valli Cupe a Musaba, dal Palazzo Cultura Reggio a Ferramonti

Fonte: ANSA.IT CALABRIA

CATANZARO – 11 NOVEMBRE 2017 –  La Calabria nascosta, quella che non ti aspetti. La Calabria fatta di canyon naturali, delle buone pratiche contro la criminalità e quella antica e moderna, semplicemente sconosciuta perché non narrata sui banchi di scuola, come invece è accaduto per Auschwitz.

    I CANYON DELLE VALLI CUPE A SERSALE Dichiarata Riserva naturale regionale, l’area delle Valli Cupe di Sersale, in provincia di Catanzaro, è un vero e proprio paradiso atemporale che possiede un ecosistema da custodire al suo interno. Si tratta di una rara formazione geologica stratificata, le cui pareti, scolpite dall’erosione dei millenni ingoiano chi decide di visitarle in una penombra apparentemente “cupa”, ma è solo natura, pace che profuma di piante dove volano nibbi, gufi e avvoltoi. Qui gli amanti del turismo ecosostenibile non hanno che l’imbarazzo della scelta. Cinque gli itinerari proposti: Canyon Valli Cupe, Cascata Campanaro, centri storici di Zagarise; Canyon Valli Cupe, Parco dei Giganti, centro storico e Museo di Cerva; Gole e Cascatelle del Crocchio, Cascata Campanaro, Gigante Buono, centro storico di Sersale; Cascata Campanaro, centri storici di Zagarise e Sersale, Parco Giganti, centro storico e Museo di Cerva; Cascata Campanaro, Ecomuseo “Pietra del Ruvazzo”, uno dei centri storici a scelta.

    UNA STORIA DI PASSIONE E DI BELLEZZA IL MUSABA DI MAMMOLA Il MuSaBa è stato fondato dall’artista Nik Spatari e dalla moglie Hiske Maas nel 1986. Sorge nell’antico Complesso Monastico di Santa Barbara. Comprende un grande spazio aperto con giardini che va a costituire un’opera “murale-tridimensionale”. L’iniziativa MuSaBa è largamente inspirata dal senso di ribellione contro l’ambiente dominato dall’incultura e dall’arretratezza, ostile alle innovazioni. Nel parco la spinta a promuovere attività artistiche assume un valore che va al di là del contesto culturale. Infatti è una storia che nasce da un tempo remoto, dove oggi sorge il MuSaBa c’erano templi arcaici, terme romane, sono passati grandi artisti e hanno creato le loro opere. All’interno dell’ex chiesa si trova “Il sogno di Giacobbe” più conosciuto come “La Cappella Sistina della Calabria”.

    FERRAMONTI DI TARSIA C’è un campo di concentramento della seconda Guerra mondiale anche in Calabria. Ferramonti di Tarsia, nella valle del Crati in provincia di Cosenza. Da Ferramonti nessun uomo è stato deportato nei lager nazisti, nessuno è mai stato giustiziato nel 1941, però furono abbattuti 92 cani. A deciderlo fu la questura di Cosenza per motivi di sicurezza. La storia è raccontata dall’internato Emilio Braun nella pubblicazione intitolata “Ferramonti. La vita e gli uomini del più grande campo di concentramento fascista (1940/1945)”. Emilio Braun racconta di alcuni cani, giunti in branco e accolti nelle camerate. Non erano aggressivi, lo diventavano, quando vedevano persone in uniforme. Randagi. Quindi dovevano essere vaccinati. Questa era la proposta, se gli “ospiti” del lager non volevano fossero fucilati, dovevano vaccinarli e pagare le tasse. Così gli abitanti di Ferramonti cercarono di allontanarli, ma non ci riuscirono. Fino al giorno in cui i militari non entrarono per fucilarli. Non morì nessuno a Ferramonti, tranne quei 92 cani sotto gli occhi dei padroni.

    AL PALAZZO DELLA CULTURA I DALÌ SEQUESTRATI ALLA ‘NDRANGHETA Non c’è solo il Museo Archeologico con i Bronzi di Riace a Reggio Calabria, le mura greche o l’Ipogeo. Nascosto in una via centrale c’è il Palazzo della Cultura, che ospita 125 capolavori sottratti alla ‘ndrangheta in esposizione permanente. De Chirico, Dalí, Fontana, Sironi, Carrà, Bonalumi, Ligabue sono solo alcuni dei nomi illustri che compongono questa collezione ricca di significato non solo culturale e artistico, ma anche sociale. Le opere sono state recuperate nel 2010. Vi sono anche la collezione “San Paolo” di icone russe, un’opera attribuita all’enigmatico Antonello da Messina, un San Giorgio con il volto sfregiato, e un bozzetto di Raffaello. L’ingresso a questo tempio della Cultura è gratuito. 

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