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PRESERRE (CZ) – TRASVERSALE, IL COMITATO: «DAL PD UN ATTACCO GRATUITO ALLA LIBERA MOBILITAZIONE DEI CITTADINI»


Aspramente criticata la scelta del partito di scegliere stamattina Argusto «per autocelebrarsi»

 di REDAZIONE

 PRESERRE (CZ) – 15 LUGLIO 2016 –  «Nulla accade per caso. E anche i luoghi risultano particolarmente importanti. E’, pertanto, molto significativa anche da un punto di vista simbolico la scelta operata oggi dal Partito Democratico che ha celebrato ad Argusto una manifestazione dedicata alla Trasversale delle Serre. Nel paese dei due svincoli (per 500 abitanti!) il Pd si è incontrato per autocelebrarsi, con uno stile un po’ retrò, elencando i propri meriti per lo stato di avanzamento dei lavori».

 Lo afferma in una nota il “Comitato Trasversale delle Serre – 50 anni di sviluppo negato”. «Nessun accenno, ovviamente, – aggiunge il comunicato –  al fatto che proprio la variante di Argusto, frutto di una plateale entrata a gamba tesa della politica nelle questioni meramente tecniche di quell’opera pubblica, sia stata una delle prime cause dei ritardi cinquantennali che hanno trasformato la Trasversale delle Serre in uno scandalo nazionale. In un Paese normale, quel doppio svincolo avrebbe suscitato, quantomeno, qualche dubbio, oltre che l’ipotesi di un possibile danno erariale. Non in Italia. Oggi, dunque, Argusto diventa non a caso la scenografia d’eccezione di un evento che suscita, in noi, sentimenti di rabbia, amarezza, indignazione. Un partito che si definisce “democratico”, ma evidentemente solo nel nome, dedica una interna mattinata alla denigrazione sistematica dell’impegno civile e della partecipazione spontanea e democratica dei cittadini  che, in questi mesi, hanno lottato per riportare la Trasversale delle Serre al centro dell’attenzione mediatica, dopo anni di silenzio, indifferenza e  abbandono».

 «Apprendiamo dal Pd  – è scritto ancora nella nota –  che “i Comitati non servono e che i problemi li risolve la politica!”. Venire a dirlo proprio qui, sui cantieri della Trasversale delle Serre, appare come un’offesa e un oltraggio alle popolazioni di questo territorio, che pagano 50 anni di bugie, promesse e sottosviluppo. Se la politica avesse fatto il proprio dovere, evidentemente non saremmo qui a discuterne. Non saremmo qui a parlare di  ponti sospesi, piloni abbandonati, cantieri aperti e chiusi a singhiozzo. Non saremmo qui a parlare di appalti caratterizzati “da molteplici lacune di natura progettuale, di esecuzione e di gestione, ciascuna delle quali di per se non decisiva ma nell’insieme tali da determinare un abnorme incremento delle opere e la notevole protrazione del tempo contrattuale” come scritto da Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione. Non saremmo ancora qui a lottare per difendere i diritti degli ex operai che da ben 14 anni ancora attendono di essere pagati, pur in presenza di sentenze vittoriose in Tribunale».

 «Al Pd,  – dicono ancora dal Comitato –  che oggi attacca i Comitati e la libera mobilitazione spontanea dei cittadini, e a tutte le altre forze politiche, di tutti gli schieramenti, avevamo chiesto un gesto di serietà. Avevamo chiesto di evitare inutili passerelle e vuota retorica, oggi che qualcosa timidamente si muove tra Gagliato e Cardinale. Avevamo chiesto rispetto per questo territorio. Come volevasi dimostrare, sta accadendo l’esatto opposto. La politica, evidentemente, non riesce proprio a rimettersi in sintonia con le istanze della società civile. Si chiude in se stessa, blindandosi tra amici e compagni, e guarda con astio verso tutto ciò che si muove in libertà intorno a lei. Il Comitato, per quanto ci riguarda, non cederà di un passo rispetto ai propri obiettivi. Siamo e saremo sempre qui, fermi nel denunciare e nel vigilare su questa vergognosa incompiuta e su tutte le manovre, più o meno chiare, più o meno oscure, che aleggeranno sul tracciato finito e da finire».

 «Stia sereno il Pd – conclude la nota –  Se tutto questo fermento è finalizzato a tagliare qualche nastro inaugurale, il prossimo 30 luglio, non c’è problema. Sicuramente, ci riterremo altrettanto liberi di manifestare in simultanea, civilmente e pacificamente, tutto il nostro naturale e scontato dissenso». 

 

 

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