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PRESERRE (CZ) – TRA AMARONI E LUKOVICA IL “FUTURO E’ ADESSO”


Sottoscritto “Patto di Amicizia” in vista di un prossimo “Gemellaggio Europeo” pensando ai giovani e allo sviluppo dei territori

di Franco POLITO

PRESERRE (CZ) – 3 LUGLIO 2016 –  Tra Amaroni e la cittadina slovena di Lukovica il futuro è adesso.

O meglio, ieri, quando i (rispettivi) sindaci, Luigi Ruggiero e Mtej Kotnic (in foto sopra), sottoscrivono un Patto di Amicizia tra le due comunità. Segnali di integrazione, non alieni nella Cittadina del Miele visto lo storico Gemellaggio con gli svizzeri di Risch, pensando ai giovani, allo sviluppo, alla crescita dei territori e alla pace nel mondo.

Ieri nella sala consiliare di palazzo Canale si celebra il fidanzamento. Il matrimonio arriverà a breve e avrà la forma e la sostanza del Gemellaggio Europeo. Gli invitati alla festa sono un bel po’. Al tavolo principale accanto ai due sindaci ci sono  Stojan Majdic, direttore del Comune di Lukovica, con Spela Kralj, segretario di quella amministrazione, accompagnati da Natasa Canziani in veste di interprete, il presidente del Comitato “Amaroni per l’Europa” Anna Giampà, il segretario comunale del Comune di Amaroni Maria Gabriella Maida, il “progettista” Raffaele Viscomi, in rappresentanza dell’associazione “Terra di Mezzo”, e il presidente del Gal Renato Puntieri.

In sala, gremita come per i banchetti più succulenti, prendono posto tra gli altri, il vice sindaco di Amaroni Teresa Lagrotteria, i consiglieri di maggioranza Patrizia Ruggiero e Antonio Scamarcia, quella di minoranza Barbara Olivadoti, il componente del Comitato “Amaroni per l’Europa” Franco Cardamone, il presidente del Circolo Sociale Amaronese Rocco Nasso, il presidente del Comitato “Amaroni Amici di Risch” Antonio Ruggiero, il presidente dell’Unpli provinciale di Catanzaro Pippo Capellupo e il coreografico gruppo folkloristico locale “Fhuntana Vecchia”.

Un pomeriggio storico ieri ad Amaroni che ha ospitato per tre giorni la delegazione slovena con la sua rinomata accoglienza. Un pomeriggio partito tre anni fa con l’idea del Gemellaggio Europeo scattata nella mente di Anna Giampà, che è anche presidente della Pro Loco cittadina, supportata da Franco Cardamone e dal sodalizio turistico. Lo spunto diventa presto “materia” dell’amministrazione comunale allora guidata da Arturo Bova, oggi consigliere regionale e presidente della Commissione Antindrangheta.

A novembre del 2013 il consiglio comunale istituisce il Comitato “Amaroni per l’Europa” a cui viene demandato il compito di svolgere tutte la attività «per realizzare questa esperienza di alto valore civico che è anche storia di due mondi» sottolinea il sindaco Ruggiero.

Partono i sondaggi su quale partner scegliere. Lucovika, circondata da lussureggianti foreste ed a pochi chilometri dalla capitale Lubiana, conquista subito tutti. Il legame con Amaroni è netto e profondo. Il collante si chiama miele. I due Comuni vantano una tradizione apistica millenaria. Amaroni è “Città del Miele” per eccellenza, con un brand comunale in via di decollo nei circuiti internazionali. Lukovica è il maggiore centro di produzione di miele sloveno. Dal 1959 ospita un prestigioso museo sull’apicoltura. Amaroni lancia i segnali. Lukovica li accoglie e risponde con entusiasmo.

La delegazione slovena visita la Basilica di Squillace

La delegazione slovena visita la Basilica di Squillace

Il resto è storia di questi ultimi tre giorni fatti anche di visite tra le bellezze del comprensorio. Tre giorni per capirsi, conoscersi e provare a fare integrazione. Tre giorni di scambio socio – culturale, di  primi contatti e approcci tra due realtà che guardano all’Europa come nuova frontiera della crescita pensando a chi verrà dopo.

 Il bello, però, deve ancora venire. Si chiama “Gemellaggio Europeo”. Amaroni e Lukovica lo vogliono. Perché oggi, ma soprattutto domani, essere “comunità gemelle” significa molte cose. Significa poter partecipare ai bandi europei, incrementare la promozione turistica del territorio e la cooperazione sociale, favorire la mobilità internazionale e la solidarietà in casi di bisogno, innestare collaborazione per attività culturali, aiutare le imprese ad espandersi, promuovere la cittadinanza attiva, aiutare l’integrazione europea e  allargare i propri orizzonti mettendo in “rete”  le proprie conoscenze.

Se così è, ne vale la pena. Amaroni e Lukovica hanno cominciato a frequentarsi. «Sentiamo il “dovere” di frequentarci e “coltivare cultura”» ripete il primo cittadino sloveno. A settembre i calabresi ricambieranno la visita. Poi si sa, da cosa nasce cosa.

Partendo da un presupposto: il futuro è adesso. Si chiami Svizzera o Slovenia cambia poco. L’Europa è molto più vicina di quanto possa sembrare.

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