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PRESERRE (CZ) – SOVERATO ACCENDE LE FIACCOLE PER CATIA E CHIEDE GIUSTIZIA


Iniziativa di  solidarietà per la giovane ocnologa, in coma dopo aver partorito il figlio

Articolo e foto di Gianni ROMANO (Il Quotidiano del Sud)

PRESERRE (CZ) – 15 NOVEMBRE 2015 –  Soverato si stringe attorno alla famiglia di Catia Viscomi il medico oncologo in coma presso l’ospedale di Catanzaro dopo il parto del suo primo figlio.

Una lunga e partecipata fiaccolata iniziata a piazza Roma a Soverato superiore che si è snodata per le principali vie cittadine per concludersi con una grande partecipazione in piazza Immacolata davanti alla chiesa matrice,la volontà dei  famigliari per non mollare e testimoniare l’affetto e la vicinanza a Catia ed in questo la città di  Soverato si è ritrovata,compatta e unita per manifestare non solo la vicinanza, ma la ricerca della verità che ha portato una giovane donna in coma dopo avere partorito il suo primo figlio.

Una storia triste, con risvolti ancora non del tutto chiari, quella di Catia Viscomi, dottoressa, oncologa, una persona di cui tutti hanno un bellissimo ricordo, ma che, ironia della sorte deve ora lottare, appesa ad un filo di vita, anche per avere giustizia nei confronti del suo mondo ed ambiente di lavoro. Catia Viscomi dopo aver dato alla luce il suo primo figlio, nell’ospedale di Catanzaro, non si è più svegliata, e permane tuttora in uno stato vegetativo, assistita dall’amore e vicinanza dei suoi congiunti, ma dall’altra parte invece si sta sviluppando la vicenda legale che ruota intorno a quel giorno, in cui, in sala operatoria qualcosa forse non è andato per il verso giusto, e per cui è stata chiesta l’archiviazione da parte del Pubblico Ministero.

A pochi mesi dalla morte dell’anestesista, presente quel giorno in sala operatoria, e che risultava essere l’unica indagata, ora è la città di Soverato che vuole chiedere giustizia per Catia, per evitare che tutta la vicenda cada nel dimenticatoio. Una fiaccolata per testimoniare la voglia di giustizia e di verità grande e chiara, una massiccia partecipazione, sia per far capire alla famiglia di Catia che ha il sostegno della cittadinanza e sia per far capire alle autorità competenti che bisogna fare luce su una vicenda in cui solo da una parte si stanno subendo le conseguenze, e che non può non trovare qualche responsabile.

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