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PRESERRE (CZ) – RITO DEL PORCO, ASP INTENSIFICA CONTROLLI


Anche “Macellazione domiciliare” deve rispettare determinati requisiti ed effettuata da persone esperte. Sequestrate carcasse nel Soveratese

Articolo e foto di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud)

PRESERRE (CZ) – 24 GENNAIO 2017 – In questo periodo si rinnova l’uccisione del maiale, l’antico rito della cultura contadina diventato ormai occasione di socializzazione e convivialità tra parenti e amici.

Una forma di “macellazione domiciliare” che, però, deve garantire i requisiti minimi di salubrità delle carni prodotte.

Lo sostiene il direttore del servizio veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, “area B”, Tommaso Esposito, secondo il quale la normativa prevede che le operazioni di macellazione, anche a domicilio, possano essere effettuate solo da persone esperte e pratiche in modo da garantire lo svolgimento con modalità adeguate.

Nei giorni scorsi sono state sequestrate anche nel Soveratese, da parte del personale del servizio veterinario, carcasse di suini, sprovvisti di tatuaggi (padiglione auricolare dell’orecchio sinistro, coscia, ecc.) o di una marca auricolare o di altro mezzo che identificasse l’azienda di origine.

In questo particolare periodo dell’anno il personale veterinario intensifica gli adempimenti relativi alla macellazione a domicilio e il controllo dei quantitativi macellati, soprattutto in considerazione delle problematiche sanitarie degli ultimi tempi riscontrate nei cinghiali selvatici.

Nel momento in cui l’animale non viene identificato, viene automaticamente distrutto, con conseguenze anche penali per chi lo detiene. La legge prevede la possibilità di eseguire la macellazione a domicilio, fuori dai pubblici macelli, soltanto per motivi eccezionali e quando fondati motivi giustificano il provvedimento, e il personale sanitario competente dovrà compiere una completa e accurata ispezione delle carni.

«I controlli sanitari sulle carni suine, anche per uso familiare – spiega il dottor Esposito – sono fondamentali non solo per la problematica della malattia vescicolare suina, ma anche per la prevenzione di alcuni patogeni trasmissibili all’uomo con il consumo di carni non controllate, quali la trichinella, cisticercosi, salmonellosi, tubercolosi, malrossino e tutta una serie di altre patologie».

E’ della scorsa settimana la notizia secondo cui in alcuni maiali abbattuti in Sardegna sia stata riscontrata la “trichinella”, per cui occorre prestare la massima attenzione nel consumare o trasformare in salumi le carni suine, che devono provenire esclusivamente da allevamenti sottoposti a costante controllo sanitario. 

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