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PRESERRE (CZ) – REFERENDUM, LE RAGIONI DEL “SI” DI COMITATO NO TRIV E AMMINISTRATORI BASSO IONIO


Dopo incontro a sede Unione Comuni condividono stesso documento

 di Fra. PO.

 PRESERRE (CZ) –  15 APRILE 2016 –  A seguito dell’incontro pubblico organizzato dal Comitato No Triv Basso Jonio, che si è svolto presso l’Unione dei Comuni di Isca il 13 aprile scorso, e durante il quale sono intervenuti: il presidente dell’Unione dei Comuni e sindaco di Sant’Andrea Nicola Ramogida, l’assessore all’ambiente del comune di Guardavalle Angelo Raffaele Campagna, referenti del Comitato No Triv (Stefania Giglio, Aldo Perrotta, Stefano Belfiore, Luigi Ledda) e Giovanni e Pierfrancesco Mirarchi (Fratelli d’Italia), si è deciso di condividere quanto segue: “Referendum 17 aprile: un impegno convinto a sostegno del “Sì”  a difesa del nostro mare”

 Gli amministratori locali dei Comuni del Basso Ionio catanzarese, assieme ad associazioni e comitati cittadini del territorio, nel sostenere il “Si” al referendum del 17 aprile 2016 per cancellare la norma (contenuta nell’ultima Legge di Stabilità) che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro 12 miglia dalle coste italiane senza limiti di tempo, condividono con il Coordinamento “No Triv – Basso Jonio” le seguenti motivazioni: nessun Governo può decidere di imporre le trivellazioni “forzate” ad un territorio senza ascoltare la voce del popolo e degli organismi che ha eletto per rappresentarlo; le ricerche di petrolio e gas mettono a rischio i nostri mari e non danno alcun beneficio durevole al Paese. A maggior ragione in considerazione del fatto che il mar Mediterraneo è un sistema “chiuso”: un eventuale incidente sarebbe disastroso e l’intervento umano pressoché inutile. Lo conferma l’incidente del 2010 avvenuto nel Golfo del Messico alla piattaforma Deepwater Horizon che ha provocato il più grave inquinamento da petrolio mai registrato nelle acque degli Stati Uniti; l’estrazione di idrocarburi è un’attività inquinante, con un impatto rilevante sull’ambiente e sull’ecosistema marino. Le fasi di ricerca che utilizzano tecniche come l’airgun (esplosioni di aria compressa) o il fracking, hanno effetti devastanti per l’habitat e la fauna marina. Occorre qui ricordare che proprio il nostro mare, sulla costa del basso jonio, ospita specie animali rarissime, alcune delle quali percorrono decina di migliaia di chilometri per fermarsi a riprodursi sui nostri litorali.

 E, poi, ancora, il tempo delle fonti fossili è scaduto: in Italia il nostro Governo deve investire da subito su un modello energetico pulito, rinnovabile, distribuito e democratico, già affermato nei Paesi più avanzati del nostro Pianeta; la Calabria è tutta un “parco marino” : dal Tirreno allo Ionio abbiamo l’immensa fortuna di godere di spazi e paesaggi unici al mondo che hanno solo bisogno di essere protetti e valorizzati. Per non parlare dei parchi archeologici marini e costieri che rappresentano le radici della nostra cultura. Perciò è necessario mandare un segnale forte al governo contro una forma invasiva e devastante di sfruttamento del territorio quale è l’estrazione di idrocarburi dal sottosuolo; la Calabria, specie la costa jonica, è una terra a rischio subsidenza, ovvero soggetta naturalmente ad un graduale inabissamento. Le tecnologie di ricerca per l’estrazione e la coltivazione degli idrocarburi contribuirebbero ulteriormente a favorire questo processo. Come è evidente, ad esempio, sulla costa crotonese; la Calabria già fornisce ampiamente il suo contributo “energetico” alla nazione, producendo ben oltre il suo fabbisogno ed, infine, la Calabria è falcidiata da un’altissima percentuale di tumori (specie infantili) derivanti dai moltissimi episodi non sufficientemente approfonditi di contaminazione delle risorse primarie e quindi sottoporre il nostro ecosistema a ulteriore stress porterebbe ulteriore effetti negativi sulla nostra salute.

 Detto ciò, gli amministratori comunali, assieme ai diversi sottoscrittori di questo documento, rivolgono un accorato appello a tutti i cittadini dei Comuni del Basso Ionio catanzarese affinché Domenica 17 Aprile si rechino in maniera convinta ai seggi elettorali per dire No alle Trivellazioni e Votare Sì!

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