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PRESERRE (CZ) – ‘NDRANGHETA, OMICIDIO TODARO: ACCUSATO COGNATO


Secondo Dda Catanzaro Davide Sestito lo uccise nell’ambito faida cosche soveratese

di REDAZIONE 

CATANZARO, 7 GIUGNO 2016 –  E’ accusato di sequestro di persona e omicidio Davide Sestito, di 38 anni, attualmente detenuto, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere notificatagli dai carabinieri del nucleo investigativo di Catanzaro. Sestito è accusato di aver prelevato dalla propria abitazione Giuseppe Todaro e di averlo sequestrato e poi ucciso. Secondo la Dda di Catanzaro, Sestito avrebbe partecipato all’eliminazione di suo cognato Giuseppe Todaro scomparso a Soverato nella notte tra il 21 e il 22 dicembre 2009. Al delitto avrebbero preso parte Maurizio Tripodi, già condannato in appello a venti anni di reclusione, Michele Lentini, per il quale il pm ha di recente chiesto l’ergastolo nel processo davanti alla Corte d’Assise, e i defunti Vittorio Sia e Agostino Procopio.

L’omicidio Todaro si colloca in un ampio contesto ‘ndranghetistico che ha visto contrapporsi il sodalizio formatosi nella zona di Soverato, facente capo al gruppo Sia-Tripodi-Procopio, e quello storicamente operativo nel territorio di Guardavalle ma con influenza anche sul territorio del soveratese guidato da Vincenzo Gallace, al quale anche la vittima con il padre Domenico Todaro facevano riferimento. Per gli inquirenti Giuseppe Todaro sarebbe stato eliminato poiché ritenuto “elemento di disturbo nelle attività della cosca nonché fonte di pericolo per i componenti della compagine mafiosa”. Le indagini hanno appurato che il movente della scomparsa sarebbe da ricondurre al tentato omicidio avvenuto nella serata del 21 dicembre 2009 del boss soveratese Vittorio Sia, il quale ordiva l’immediata reazione contro Todaro, ritenuto con Pietro Chiefari, che verrà assassinato il 16 gennaio 2010, l’autore dell’agguato fallito.

Sestito avrebbe agito in concorso con Maurizio Tripodi, 57 anni, condannato in appello a venti anni di reclusione, Michele Lentini, 45, attualmente a giudizio davanti alla Corte d’Assise di Catanzaro per il quale il pm ha di recente chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per un anno, e i defunti Vittorio Sia e Agostino Procopio.

La scomparsa di Giuseppe Todaro avvenne nella notte tra il 21 e il 22 dicembre 2009 ed i Carabinieri del Nucleo investigativo di Catanzaro e della Compagnia di Soverato avviarono subito le indagini con intercettazioni e verifica delle telecamere di sicurezza della zona che permisero in poco tempo di stringere il cerchio nei confronti di Sia, Procopio, Lentini e Tripodi, posti prima in stato di fermo e poi raggiunti anche dall’ordinanza cautelare per l’operazione “Showdown”.

L’attivita’ investigativa ha anche stabilito che la scomparsa di Giuseppe Todaro sarebbe stata la reazione all’agguato nei confronti del boss Vittorio Sia, avvenuto il 21 dicembre 2009, il quale avrebbe poi ordinato di colpire, per ritorsione, la famiglia Todaro. A confermare la ricostruzione anche le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra i quali Antonino Belnome, Bruno Procopio, Gianni Cretarola. Attivita’ investigative e dichiarazioni dei collaboratori avrebbero confermato che Sestito avrebbe attirato il cognato Giuseppe Todaro in una trappola, invitandolo a salire a bordo del furgone Fiat Doblo’ di Agostino Procopio, facendo perdere definitivamente le tracce della vittima.

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