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PRESERRE (CZ) – MARE, IN ALCUNE ZONE E’ “INQUINAMENTO CRONICO”


Indagine Goletta Verde 2016, sotto accusa depurazione

di REDAZIONE

PRESERRE (CZ) –  13 AGOSTO 2016 –  Inquinamento cronico in alcune zone. E’ quanto emerge dai risultati definitivi del monitoraggio di Goletta Verde 2016 di Legambiente. Su 24 punti monitorati ogni 28 chilometri di costa dei 748 chilometri complessivi della Calabria, sono 18 quelli risultati oltre i limiti stabiliti d’inquinamento, di cui 15 “fortemente inquinati” e tre “inquinati”. 

I dati, relativi ai prelievi effettuati dall’8 giugno all’8 agosto, mettono sotto accusa la depurazione. “Se nell’edizione 2016 – hanno spiegato gli esperti di Legambiente – oltre la metà dei punti sono risultati inquinati, uno su 5, soffre di ‘inquinamento cronico’, in quanto dal 2010 ad oggi è risultato fuori i limiti di legge per almeno 5 volte. Di questi il 94% corrisponde a foci di fiumi, torrenti, scarichi e canali”. La Calabria assieme a Marche, Liguria, Lazio e Campania – riporta il monitoraggio – presenta almeno 5 punti campionati che risultano inquinati ormai da anni, definiti dall’associazione come “malati cronici”.  

In alcune zone la situazione è definita come “tragicomica”. E’ il caso – spiega Goletta Verde – del Lido Comunale di Reggio Calabria. Su quest’ultimo ci sono cartelli, messi dalle amministrazioni locali, che danno ai cittadini utili consigli su come fare il bagno: non tuffarsi a stomaco pieno o col mare grosso, non abusare delle proprie forze. Peccato però che su quella spiaggia il bagno non si possa fare. Il mare è fortemente inquinato e l’ARPA locale ha vietato la balneazione da anni. Divieto che non è annunciato da nessun cartello, denuncia Legambiente. 

Gli scarichi non depurati sono i peggiori nemici del turismo – continua Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -. Il nostro monitoraggio ha l’obiettivo di non fermarsi alla sola denuncia, ma soprattutto di avviare un approfondimento e confronto per fermare l’inquinamento da mancata depurazione che si riversa in mare. Per alcune situazioni critiche da diversi anni, grazie alla stretta collaborazione con le forze dell’ordine e le amministrazioni locali, si e’ arrivati a individuare le cause e risolvere il problema. Ora c’e’ la legge sugli ecoreati, che prevede anche il reato di inquinamento ambientale, valido strumento contro chi continua a scaricare illegalmente nei fiumi e nel mare”.

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