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PRESERRE (CZ) – L’ORGOGLIO DI ESSERE ISTITUZIONI


Da sx: Megna, Sinopoli e Lagrotteria

Vice sindaco di Amaroni, sindaco di Centrache e primo cittadino di Vallefiorita di ritorno dall’incontro a Montecitorio su “Le città del Futuro” ribadiscono la fierezza di indossare la fascia tricolore

di Franco POLITO

PRESERRE (CZ) –  19 NOVEMBRE 2017 –  «Da Roma torniamo con l’orgoglio di essere Istituzioni».

Il concetto e le parole sono di Teresa Lagrotteria, vice sindaco di Amaroni, Fernando Sinopoli, sindaco di Centrache, neo eletti consiglieri regionali Anci Calabria,  e Salvatore Megna, primo cittadino a Vallefiorita.

I tre amministratori erano tra i 600 sindaci che lunedì 13 novembre, ospiti del presidente Laura Boldrini, hanno preso parte a Montecitorio all’incontro sul tema  “ Le Città del Futuro”».

« Abbiamo preso parte a un appuntamento, svolto proprio a ridosso della discussione sulla legge di Bilancio, che mirava a sottolineare lo sforzo quotidiano di sindaci e amministratori locali per raccogliere le sfide dell’innovazione e della sostenibilità ambientale, sociale, finanziaria».

Sindaci di periferia, in zone montane e interne soggette a spopolamento, i tre amministratori del comprensorio delle Preserresono andati nella Capitale per  partecipare ad un importante momento di confronto nel quale sono emersi tantissimi  esempi  di “buone pratiche locali”, nonostante le enormi difficoltà determinate, soprattutto, dai continui tagli di risorse da parte del Governo. L’occasione per sottolineare i tanti problemi cui quotidianamente i sindaci devono far fronte, spesso in una condizione di “isolamento istituzionale”,  e rivendicare con forza il ruolo dei Comuni come avamposto delle Istituzioni.

Tante le questioni emerse: dalle limitate risorse finanziarie, all’ambiente, alla riqualificazione di aree e spazi pubblici, alla legalità, alla partecipazione democratica come perno dell’azione amministrativa. 

«Tanti esempi di buone pratiche locali, insistono, come quello di Matilde Casa, sindaco di Lauriano, nella città metropolitana di Torino. Siamo stati rapiti dal suo intervento nel quale ha raccontato di aver avuto il coraggio, insieme alla sua Giunta, di preferire scelte amministrative controcorrente, rinunciando a finanziamenti già concessi per salvaguardare il centro abitato dal rischio spopolamento, oppure adottando una variante al piano regolatore che riducesse le aree edificabili in favore di spazi verdi.

Una decisione questa  che l’ha proiettata in uno stato di abbandono da parte  di politici e istituzioni, l’ha costretta anche ad affrontare un processo penale,  con l’accusa di abuso d’ufficio per aver, come lei stessa dice, riportando le parole della pubblico ministero, “impedito la costruzione di quaranta belle villette».

Un esempio, ma non è stato il solo quello del Comune del Torinese perché le buone pratiche locali sono emerse in tanti altri interventi di colleghi amministratori  nei quali tutti e tre ci siamo ritrovati perché sono state rappresentate  le tante difficoltà  dei piccoli Comuni delle aree interne, cui appartengono per caratteristiche anche Amaroni, Centrache e Vallefiorita. Storie e problematiche amministrative comuni, che viviamo quotidianamente; che rafforzano la consapevolezza e la dignità  di essere amministratori locali “di periferia”».

«Siamo usciti da Montecitorio – concludono – con la promessa che le nostre rivendicazioni saranno ascoltate (“non siete soli” cit.), fieri di aver rappresentato il territorio delle Preserre qui, nel luogo storicamente simbolo della democrazia, arricchiti dal confronto con gli altri  amministratori, il Presidente Boldrini, il Ministro De Vincenti, il Presidente Boccia; ne siamo usciti con l’orgoglio di essere Istituzione e di indossare una fascia che  porta il peso delle enormi responsabilità cui i sindaci sono soggetti. Spesso si prova un forte senso di solitudine “istituzionale” ma quanto orgoglio nell’indossare quella fascia!».

Parola di sindaci. 

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