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PRESERRE (CZ) – LAVORATORI COMPARTO AMBIENTALE DEL SOVERATESE, SCENDE IN PIAZZA LA FP CGIL


Adesione allo sciopero generale di oggi «per sostenere il diritto ad un lavoro giusto ed un giusto salario»

di REDAZIONE

PRESERRE (CZ) – 30 MAGGIO 2016 –  «I lavoratori del comparto Igiene-Ambientale, a conclusione dell’assemblea che si è tenuta presso la Camera del Lavoro Cgil di Soverato, aderiscono allo sciopero generale di oggi, lunedì 30 maggio, nello specifico i dipendenti dell’azienda Tecno Eco Multi Servizi, che gestisce la raccolta di spazzatura nei comuni di Argusto, Gagliato e Palermiti, insieme ai lavoratori della depurazione impegnati dalle rispettive aziende Frascà Servizi sas  srl e Cooperativa Manutambiente di Soverato, si preparano per un periodo di lotta permanente»

E’quanto si legge in una nota diramata da Fp Cgil Catanzaro.

«Infatti  – aggiunge il comunicato  – la giornata di sciopero del 30 è solo l’inizio della protesta e, se le condizioni non miglioreranno, tutti i lavoratori congiuntamente saranno legati nella lotta e nella solidarietà. Il riordino del servizio nei nuovi Ato non dovrà rappresentare l’ennesima frammentazione della lotta ma dovrà essere un unicum per sostenere il diritto ad un lavoro giusto ed un giusto salario.  Il rinnovo del contratto nazionale non è più rinviabile, così come va riaffermata la centralità della contrattazione nazionale che sappia guardare, nel suo insieme, ai tanti temi che non sono solo di natura economica, ma che riguardano la sicurezza sugli impianti, l’aumento delle ore di lavoro a parità di salario e le clausole sociali e di garanzia nella successione degli appalti che i “Padroni” vorrebbero cancellare».

«Non è più tollerabile – aggiunge la FpCgil Catanzaro –  che, molto spesso, i lavoratori per ricevere il loro stipendio, che a volte non supera le mille euro, siano costantemente costretti a ricorrere al pagamento diretto, con l’ovvia burocrazia che non tiene conto della disperazione della gente. Lo strumento del pagamento diretto da parte dell’ente committente dovrebbe essere eccezionale ed invece nella nostra provincia sta diventando la norma, così come non deve sfuggire che ci sono comuni che hanno a cuore i dipendenti del settore ed altri che “menano il can per l’aia” tamburellando il sindacato e gli stessi addetti con odiosi ritardi che hanno il sapore dell’egoismo e dell’individualismo spicciolo.  La lotta paga e porta i suoi risultati e va dato atto che alcune Amministrazioni comunali, tipo quella di Settingiano, hanno raccolto l’invito del sindacato ad inserire le clausole sociali nei bandi prevedendo il passaggio del personale nelle successioni di appalto.Infine, altro elemento importante che sta alla base dello sciopero e della lotta è la procedura per l’assegnazione degli appalti, per la maggior parte assegnate con procedure in deroga alla normale procedura a evidenza pubblica».

«Il nuovo codice degli appalti – c’è scritto ancora nella nota –  da questo punto di vista è manchevole sul piano legislativo, ed a nostro dire volutamente  visto che il Governo di recente lo ha rivisitato senza intervenire sul punto. Per dare una idea, le soglie sono determinate in forbici. Gli inviti alle aziende da 5 a 15 sono a totale discrezionalità delle amministrazioni comunali, per gli appalti al di sotto i 40 mila euro e al di sopra dei 100 mila euro, le procedure sono di due tipi: assegnare il lavoro con il cottimo fiduciario oppure sotto i 100 mila euro adoperare una procedura ex art. 125 cosiddetti “Appalti di servizi e forniture sotto soglia”, con una procedura negoziata senza necessità di pubblicare un bando. Gli stessi bandi svolti con questi metodi non prescrivono nemmeno la certificazione SOA. Le stesse aziende non sono nemmeno soggetti ad iscrizioni ad albi istituzionali che fungono da filtro e di garanzia. Dobbiamo registrare che la stessa autorità dei lavori pubblici con diverse risoluzioni chiarisce che la procedura negoziale senza bando non può essere uno strumento ordinario di applicazione. La derogabilità al codice, deve essere temporanea, ma alcune amministrazioni comunali hanno ormai istituzionalizzato il procedimento sotto soglia e nello specifico invece di anticipare il futuro obbligo, che sarà imposto per legge, di unirsi nella gestione del servizio, hanno riproposto in questi giorni la procedura  negoziata senza bando. Per cui invece di accorpare il servizio, e sperimentare un metodo unitario di gestione, preferiscono spezzettare l’appalto, con l’ovvia conseguenza che non si creeranno nuovi posti di lavoro ma anzi si frammenterà quello che c’è. Bisogna adoperare altre metodologie per la gestione della spazzatura».

«La Fp Cgil – si legge ancora –  insieme ai lavoratori monitorerà tutto il procedimento che è in itinere del riordino del servizio della raccolta dei rifiuti nella nostra regione. L’ATO che si costituirà nella provincia di Catanzaro, ed i sottoambiti ARO, non potranno funzionare, se nella loro attuazione non si troveranno procedure e forme, che garantiranno il servizio ma anche e soprattutto il giusto salario dei lavoratori impegnati, con l’evidente rischio che si riscontreranno le stesse problematiche e conseguenze che si sono realizzate con la costituzione della Schillacium s.p.a negli anni ormai già trascorsi. La raccolta dei rifiuti nella nostra provincia dovrà uniformarsi ed i comuni attraverso protocolli di servizio associati dovrebbero attuare indagini di mercato serie atte a valorizzare  il lavoro in tutti i suoi aspetti, ponendo filtri e percorsi sanzionatori per tutte quelle aziende che, attraverso una scorretta concorrenza, si aggiudicano appalti mortificando sistematicamente i lavoratori e le altre aziende serie che vengono escluse per colpa di “prenditori”, più che imprenditori. Laddove non dovesse bastare la FP CGIL di Catanzaro sta predisponendo una dettagliata relazione da inviare all’ANAC ed al Prefetto, così come si sta verificando l’utilizzo dei voucher nel settore che è assolutamente vietato, argomento sul quale è intervenuto più volte il Ministero del Lavoro, ovviamente in linea con la raccolta firme della CGIL sul quesito referendario che vorrebbe l’abrogazione delle norme che disciplinano i voucher».

La lotta di oggi, giorno 30 – conclude la nota –  non è nuova nella provincia di Catanzaro, nel passato la si chiamava “u caru Pana”, e lo sciopero non sarà la fine ma un inizio per ristabilire dignità ai lavoratori impegnati nel comparto Igiene Ambientale».

 

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