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PRESERRE (CZ) – ITALIANI POPOLO DI ALLERGICI


Uno su quattro è “malato immaginario”

di REDAZIONE 

PRESERRE (CZ)- 20 OTTOBRE 2016 –  Gli italiani un popolo di allergici.

Almeno cosi’ sembra osservando i numeri dei test per allergie e intolleranze, che stanno conoscendo negli ultimi anni un vero boom. Ma secondo gli esperti una parte consistente dei “presunti” allergici in realta’ non lo e’, ed e’ spinto a sottoporsi a test spesso anche poco o per nulla attendibili solo dalla paura e da una forma di condizionamento.

E’ quanto sottolineano gli esperti dell’Aaiito, l’Associazione degli Allergologi e Immunologi Territoriali e Ospedalieri Italiani, a congresso da oggi al 22 ottobre a Reggio Calabria. I numeri parlano chiaro: un italiano su quattro soffre di patologie allergiche, ma quasi uno su due crede di essere allergico o intollerante. C’e’ un buon 25 per cento, insomma, che e’ convinto di essere allergico ma non lo e’. Secondo le stime piu’ recenti l’allergia alimentare interessa il 7-8% dei bambini di eta’ inferiore a 3 anni e circa il 3-4 della popolazione adulta. Tuttavia la percezione globale di “allergia alimentare” nella popolazione generale risulta molto piu’ alta, intorno al 30%.

Gli alimenti responsabili della stragrande maggioranza delle reazioni allergiche sono: latte, uova, arachidi, pesci, frutta secca, soia nei bambini e, negli adulti, arachidi, noci, pesci, crostacei, soia, verdura e frutta. “Quello delle intolleranze alimentari – spiega Beatrice Bilo’, presidente di Aaiito – e’ un problema che risulta sempre piu’ avvertito, spesso in maniera esagerata. Un fenomeno in crescita, con numeri raddoppiati nell’arco di cinque anni. Il problema e’ che spesso questa percezione, quella di essere intollerante o allergico a qualcosa, non corrisponde a realta’”.

Quelli che si sottopongono piu’ frequentemente a controlli sono le donne, soprattutto quelle tra i 40 e i 50 anni. I sintomi, effettivamente,sono spesso di difficile interpretazione: problemi intestinali, cefalea, prurito e stanchezza vengono facilmente etichettati come causati da allergie. “Quella delle intolleranze e’ sicuramente una “moda” – dichiara Antonino Musarra, presidente eletto dell’associazione – sulla quale si concentra la maggioranza degli equivoci a causa della grande disinformazione.

ll mercato ovviamente ci lucra, immettendo in commercio strumenti ed esami spesso non attendibili. Sono pochissimi, infatti, quelli che hanno un reale valore scientifico: solo il test per il lattosio e il test per l’intolleranza al glutine sono stati riconosciuti ufficialmente validi. Ed e’ facile accorgersi dell’approssimazione di questi test: a volte basta ripetere il test dopo pochi giorni per avere valori totalmente opposti. Questi test sono spesso eseguiti in farmacie ed erboristerie: in questo modo si alimenta un settore che si basa piu’ sulla fantasia che sulla scienza”.

Fra i test incriminati piu’ frequenti, il test citotossico, eseguito sul sangue, che esamina le modificazioni dei globuli bianchi a contatto con un alimento; il test kinesiologico, che valuta le variazioni di forza muscolare; il Vega test, che analizza le variazioni di conduttanza della cute. La convinzione comune e’ che queste allergie/intolleranze alimentari possano provocare disturbi di vario tipo, che vanno spaziano dai problemi gastrointestinali a quelli cutanei, dalle alterazioni umorali all’aumento di peso.

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