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PRESERRE (CZ) – EMERGENZA CINGHIALI, SERVE UN TAVOLO TECNICO URGENTE


Lo chiedono, al presidente della Regione Calabria, Confagricoltua, Cia, Fai Cisl e i  sindaci di Torre ri Ruggiero e Cardinale

di REDAZIONE

PRESERRE (CZ) – 11 NOVEMBRE 2015 –  Istituzione urgente di un tavolo tecnico con tutti i soggetti che hanno competenza in materia per definire un piano di interevnto celere e necessario da realizzare e predisporre, al pari di altre Regioni, un adeguato provvedimento legislativo.

Contro l’emergenza cinghiali è quanto chiedono al presidente della Regioie Calabria Mario Oliverio il presidente della Confagricoltura Catanzaro Walter Placida, il presidente Cia Catanzaro Maria Grazia Milone, il segretario territoriale Fai Cisl Daniele Gualtieri, il sindaco di Torre di Ruggiero Giuseppe Pitaro  e quello di Cardinale Giuseppe Marra.

I cinque, inoltre, sollecitano, di definire calendari modulari per l’esercizio dell’attività venatoria mirati alle specificità territorali delle diverse aree; definire le aree non vocate e autorizzare interventi straordinari “non conservativi”; autorizzare e definire anche nelle aree protette, nel rispetto di particolari cautele, la realizzazione di interventi di contenimento numerico e definire le aree diversamente vocate e autorizzare interventi straordinari di contenimento numerico, attività di selezione e prelievi quantitativamente in linea con le caratteristiche territoriali.

«Negli ultimi anni – si legge nella missiva indirizzata ad Oliverio – ed in particolare negli ultimi mesi, è emersa in tutta la sua drammaticità l’emergenza legata all’eccessiva presenza di cinghiali nei nostri territori. Gli ungulati, oltre a rappresentare un pericolo per la popolazione e per gli automobilisti, provocano danni incalcolabili alle popolazioni agricole, peraltro, già in grave difficoltà a causa della crisi congiunturale in atto già da tempo. Da ogni angolo della Regione pervengono segnalazioni di danni da una parte dei nostri associati i quali da un lato investono, lavorano e producono eccellenze per essere competitivi ed in linea con le esigenze del mercato e dall’altro subiscono passivamente i danni causati da una quantità spropositata di cinghiali che devastano tutto ciò che incontrano sul loro cammino».

«Le stime – è scritto – parlano di una popolazione di oltre un milione di esemplari a livello nazionale, mentre nella nostra regione la popolazione stimabile è superiore alle  50 mila unità. Organizzazioni Professionali, Associazioni sindacali, amministrazioni locali, esperti del settore, istituzioni locali si sono incontrati nelle Preserre Catanzaresi e Vibonesi, area particolarmente colpita dal problema, per dibattere della tematica e per trovare una soluzione efficace e condivisa. E’ emerso univocamente che il fenomeno riguarda la sopravvivenza delle aziende agricole con ripercussioni enormi negative sull’occupazione, sul lavoro, sulle comunità locali».

«Per tali ragioni – continua la lettera  – la problematica ha assunto dimensioni tali da ritenere improcrastinabile intervenire per arginare il problema, poiché, il caso non riveste solo un’emergenza per la tenuta del settore agricolo ma, visti i tragici eventi siciliani dell’agosto scorso, anche un problema di ordine pubblico, nonché sanitario in quanto trattasi di animali senza controllo e pertanto soggetti a malattie infettive, tra cui la vescicolare suina. Considerato che le iniziative e gli strumenti fin qui messi in campo per giungere ad una densità sostenibile sono risultati del tutto insufficenti a perseguire l’obiettivo del contenimento della popolkazione selvatica, appare necessario, tenuto conto delle specifiche condizioni locali, stabilire limiti di densità nelle diverse aree tenuto conto delle condizioni locali e sentito il parere dell’Ispra».

Gli scriventi non perdono l’occasione per chiedere al presidente della Regione «che i buoni e costruttivi rapporti politico – istituzionali e sindacali su temi tanto importanti siano elemento qualificante ed indispensabile di discussione e di soluzioni atte a dare certezze alle aziende, ai lavoratori e alle loro famiglie e a non aggravare una situazione già difficile e complicata al nostro territorio. Per fare ciò occorre il contributo di tutti ma soprattutto uno sforzo maggiore da parte dell’intero consiglio regionale, che sui temi strategici, dovrebbe dare opportune e improcrastinabili risposte nell’interesse del territorio».

«E’ il momento – conclude la lettera – di agire insieme, senza perdere tempo».

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