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PRESERRE (CZ) – E’ USCITO “L’INVENZIONE DEL CALABRESE. INTELLETTUALI E FALSA COSCIENZA” DI GIOVANNI SOLE


E’ stata un mezzo più o meno consapevole per rappresentare la realtà. L’autore ci svela come liberarcene

di Gia. RO.

PRESERRE (CZ) – 23 LUGLIO 2015 –  La falsa coscienza elaborata in Calabria nel corso dei secoli è stata un mezzo più o meno consapevole per rappresentare la realtà, un modo facile ed efficace per rimuovere i mali e proiettarli fuori dei propri confini.

Preoccupati di affrontare problemi contingenti e desiderosi di difendere la loro terra, gli intellettuali hanno mistificato la realtà, interpretando i mali della regione come responsabilità di altri o di un tragico destino; hanno sostituito l’emotivo al razionale facendo assurgere i sentimenti a teorie; sintesi ed elaborazione del senso comune, il loro lavoro è esistenziale più che conoscitivo.

 Per liberarci dalla falsa coscienza è necessario riconoscerne il dominio, partire da essa perdecostruirla e metterne in evidenza le relazioni asserventi, analizzare in maniera oggettiva tutto ciò che l’ideologia ha prodotto per mascherare la realtà e riportare alla luce le prigioni mentali che hanno condannato gli uomini a percepire un’immagine distorta di se stessi.

Giovanni Sole (Cosenza, 1953), insegna Storia delle tradizioni >popolari presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria. Da anni la sua ricerca è orientata nell’ambito dell’antropologia storica. Fra i suoi lavori  recenti: Sibari. Storia mitica e miti storici (Rubbettino,2010 e 2014); La foglia di alisier. Calabria e calabresi nei diari di viaggio (2012); Il barbaro buono e il falso beato. Sull’invenzione della storia e della tradizione in una città di provincia (2013) e Cavalieri erranti. Fortuna e declino degli scacchi in Calabria (XVI-XVIII secolo) (2014).

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