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PRESERRE (CZ) – DIGA MELITO, MANNO: «PRONTI ALLA “SECONDA PRESA DI PORTA PIA”»


Grazioso Manno

“Idea sta ottenendo notevole successo: mio cellulare invaso da messaggi di adesione”

 di Franco POLITO

 PRESERRE (CZ) –  11 GENNAIO 2018 –  E’ un periodo “caldo” per la Diga sul fiume Melito, la storica incompiuta in provincia di Catanzaro che avrebbe dovuto portare acqua alla Calabria centrale e a dare occupazione a migliaia di persone.

 A tenerne “alta la temperatura” ci sta pensando Grazioso Manno, presidente del consorzio di bonifica Ionio Catanzarese, da anni impegnato in una battaglia di civiltà e legalità per la realizzazione dell’invaso.

 “L’ultimo atto” delle richieste è la  missiva inviata al ministro alle Infrastrutture, Graziano Delrio, e al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, per sollecitarne la conclusione e, in caso di ennesimo “silenzio”, annunciare iniziative clamorose.

 «Mi permetto  – scrive Manno – di chiedere notizie certe attraverso un Decreto Ministeriale che recepisca finalmente le nostre richieste, nonché un protocollo d’intesa con la Regione Calabria, così come previsto nel Piano Juncker».

 Parole dettate, tra l’altro, dalla circostanza che «dal 13 luglio scorso – aggiunge – alla luce della sentenza a noi favorevole della Corte di Cassazione sulla vicenda Astaldi, abbiamo atteso con grande pazienza. Oggi anche i 55 Sindaci del territorio, nonché tutte le forze politiche, sociali, istituzionali, associative, ordini professionali, nessuno escluso, sono, insieme a me, sul piede di guerra».

 Netta e decisa l’istanza di Manno. «Chiedo fermamente  – insiste – che manteniate le promesse fatte, altrimenti, per quanto mi riguarda, da lunedì inizieremo una serie di proteste eclatanti, in ogni forma legittima possibile, passando dallo sciopero all’incatenamento ed altro, anche alla Cittadella Regionale ed a Porta Pia, sotto al Ministero alle Infrastrutture».   

 Già, un incatenamento a Porta Pia. Corsi e ricorsi storici? No, niente a che vedere con la “Presa” del 20 febbraio 1870 quando l’esercito comandato dal generale Cadorna fece terminare dopo mille anni il dominio temporale dei papi su Roma.

 La “seconda Presa di Porta Pio” annunciata da Manno sarà solo una legittima manifestazione di protesta a difesa di un’opera che deve garantire sviluppo e lavoro alla Calabria e ai calabresi.

 E, a quanto pare, l’idea ha colto nel segno. «Da ieri – ci fa sapere – il mio cellulare continua a essere inondato con messaggi di adesione all’iniziativa. Ne ho contati oltre mille e continuano ad arrivarne da tutti i settori della società».

 Al di là della stima personale e istituzionale Manno li legge anche in un’altra ottica. «E’ veramente incredibile – conclude – scoprire quanta gente è stanca di come è ridotta la Calabria».

E se fosse la Calabria a scrivere le pagine di storia della “Seconda Presa di Porta Pia”?».

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