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PRESERRE (CZ) – DIGA MELITO, MANNO: «OLIVERIO PEGGIOR PRESIDENTE REGIONE CALABRIA»


Grazioso Manno

“Dopo presa in giro di oggi, l’ennesima, lunedì prossimo non andrò a Cittadella Regionale. Se ha  a cuore sorti invaso e Calabria venga lui al consorzio di bonifica”

di Franco POLITO

PRESERRE (CZ) –  12 GENNAIO 2018 – «Lunedì non andrò alla Cittadella Regionale: se Mario Oliverio ha a cuore la diga sul fiume Melito, quindi lo sviluppo di Catanzaro e Provincia, venga al Consorzio di bonifica. Lo aspettiamo a qualunque ora».

Grazioso Manno, presidente del consorzio di bonifica Ionio Catanzarese, sfodera lo stato d’animo di chi si sente preso in giro dal presidente della Regione Calabria. Un atteggiamento figlio dell’ennesimo “volta faccia” di oggi pomeriggio.

Come lui stesso racconta «oggi c’è stata l’ulteriore, inspiegabile, incredibile beffa: ieri sera il capo di gabinetto (sicuramente in buona fede)  mi ha chiamato chiedendomi la disponibilità di incontrare stamattina il presidente della Regione. Naturalmente ho subito detto di sì e mi sono premurato, come insegna l’educazione, di disdire  appuntamenti che avevo per oggi, scusandomi come è mio costume».

«Ho aspettato – insiste Manno – fino alle 15:45 senza ricevere alcuna chiamata, nemmeno interlocutoria, dalla presidenza della giunta regionale, né una risposta a due miei messaggi inviati stamattina, e nel primo pomeriggio, al presidente Oliverio e alla sua segreteria per conoscere l’ora dell’incontro.

A parte ogni altra considerazione, tale comportamento è sinonimo di mancanza di rispetto per non dire altro. Subito dopo il mio ultimo messaggio, dal decimo piano della Cittadella Regionale, si sono affrettati tutti a chiamarmi, per prendere ulteriore tempo visto che il presidente era impegnato in Giunta. A mio parere un atteggiamento ancor più deplorevole»

Manno, a questo punto, la dice come la pensa. «E’ allora giunto   il momento  – rivela – di dire le cose come stanno: Oliverio è il peggior presidente della storia della Calabria. Ha il record assoluto: dal 1970 ad oggi nessun altro ha fatto peggio di lui. E vi è un’ulteriore aggravante: molti suoi “consigliori” sono arroganti, nullafacenti, presuntuosi, ignoranti che sanno solo dire “signorsì tutto va bene” mentre in realtà tutto va male con la Calabria che sta letteralmente sprofondando».  

Non solo, ma rivolge anche un pensiero alla imminente tornata elettorale. «Ma Oliverio  – sottolinea – e i suoi se ne accorgeranno il 4 marzo. Le elezioni politiche stanno arrivando: sarà una catastrofe per il Pd e per il centrosinistra. Ed io stavolta farò la mia parte.

Ritornerò a fare campagna elettorale apertamente paese per paese, città per città casa per casa, per dare una lezione seria e definitiva agli attuali governatori. Mi batterò come un leone per dare alla Calabria amministratori seri, veri, preparati, intelligenti, soprattutto rispettosi della persona umana».

Poi torna sul concetto iniziale,  riprendendolo e ribadendolo. Nel senso che «lunedì prossimo, come avevo annunciato e richiesto in questi giorni, non andrò alla Cittadella Regionale per provare a incontrare ufficialmente Oliverio e ottenere una posizione chiara e definitiva sulla Diga con atti conseguenti. A questo punto, se vuole, venga lui al consorzio».

Niente Cittadella, sì invece, giorno 18 gennaio, «alla “Seconda Presa di Porta Pia” – ricorda -, a Roma, sotto il Ministero alle Infrastrutture per protestare con l’obiettivo di “strappare” al ministro Graziano Delrio la firma del decreto che sblocchi il finanziamento, da noi richiesto, dell’opera. Sono pronto a restare lì notte e giorno. E con me saranno in tanti.

Oggi non è più tempo di rinvii o attese o promesse. Abbiamo ampiamente dimostrato, con atti e fatti, che ciò che chiediamo è giusto, legittimo, dovuto perché abbiamo combattuto per anni per arrivare a questo obiettivo».

Manno, inoltre, rilancia l’idea che «non ci siano più ostacoli al finanziamento della struttura e sono pronto a smentire con documenti alcuni cattivi “consigliori” di Oliverio che non conoscono la Legge di Stabilità approvata recentemente in Parlamento (o fanno finta di non sapere)  né sanno che per la costruzione della Diga possiamo ricorrere al “Piano Junker” credendo che sia una marca di cioccolatini tedeschi.

Non accetto più ritardi perché non siamo i servi sciocchi di nessuno, non siamo gli scendiletto di nessuno, non siamo come i tanti “signorsì” lautamente pagati che si aggirano nelle stanze del potere (senza fare nulla). Siamo persone che hanno dignità da vendere e un coraggio da leoni».

Perché può essere anche «stanco di aspettare»  ma «mai e poi mai  – conclude – sarò stanco di continuare a lottare».

Più chiaro di così … 

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