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PRESERRE (CZ) – CONSORZIO PECORINO CROTONESE DICE NO A TRATTATO CANADA E UE


Riceviamo e pubblichiamo:

PRESERRE (CZ) –  8 LUGLIO 2017 –  “Il Consorzio di Tutela della DOP Pecorino Crotonese esprime netta contrarietà alla ratifica da parte del Parlamento Italiano del trattato CETA tra Canada e Unione Europea.

E’ un trattato sbagliato e pericoloso per la Calabria – sostiene il Presidente del Consorzio di Tutela Francesco Scarpino­ – poiché consente l’imitazione del nostro prestigioso prodotto che potrà essere realizzato in Canada e il paese nordamericano, con la ratifica del trattato, sarà di fatto autorizzato a produrre e vendere ai consumatori di tutto il mondo. Un caso eclatante di sfruttamento delle denominazioni per prodotti che nulla hanno a che fare con quelli originali.

Condividiamo fino in fondo – continua – la battaglia sacrosanta di Coldiretti condivisa da una significativa alleanza con altre organizzazioni (Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori e Fair Watch) e di altre che si battono affinchè venga fermata la presunzione canadese di chiamare con lo stesso nome alimenti del tutto diversi. Questo è inaccettabile perché si tratta di una concorrenza sleale che danneggia i produttori e inganna i consumatori”.

Nella nostra Regione – aggiunge – stiamo compiendo con il Consorzio di Tutela uno sforzo formidabile nella valorizzazione e distintività del prodotto con investimenti significativi e non possiamo permettere che il settore agroalimentare diventi merce di scambio nelle trattative internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale e della sicurezza. Da una prima stima, possiamo presumere che ci sarà una contrazione di numero di imprese, di prodotto, di occupazione e di valore dell’export.

Ricordiamo che siamo l’ottava Regione per numero di prodotti tutelati e nessun prodotto calabrese riceverà protezione nel Canada. Infatti nell’elenco, dove figurano solo 41 nomi, non troviamo nessuna denominazione nostrana e la conseguenza è che non saremo protetti dalla contraffazione e a tavola si avranno prodotti di bassissima qualità”.

Francesco SCARPINO, presidente Consorzio Tutela delle Dop

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