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PRESERRE (CZ) – AMARONI GRIDA FORTE: “MAI PIU’ OLOCAUSTI”


Celebrata la “Giornata della Memoria” con un’iniziativa alla Biblioteca Comunale “Tiziano Terzani”

 di Franco POLITO

 AMARONI (CZ) – 28 GENNAIO 2016 – Senza retorica ma con la intensità che le è dovuta. Amaroni  ha celebrato la “Giornata della Memoria” in un luogo di cultura.

 Ieri pomeriggio la Biblioteca Comunale “Tiziani Terzani” in collaborazione con “Sound Music Factory”, la scuola di musica cittadina, è divenuta luogo del ricordo e della riflessione sull’orrore della Shoah.

 Ed è stato un contrapporre la cultura della democrazia e della libertà a quella del totalitarismo antirazziale poggiato su un’idea tanto assurda quanto irrealizzabile. Un’idea che era contro la storia e lo sviluppo dell’umanità. Sul senso, profondo, della “Giornata” ha parlato il vice sindaco Teresa Lagrotteria. Parole brevi ma capaci di manifestare tutto il senso del “27 Gennaio”. Come breve ed intenso è stato il saluto del sindaco Luigi Ruggiero: un telegramma per dire “mai più odio tra i popoli”.

 Già l’odio tra i popoli. Nessuno lo vuole. Almeno a parole. Nei fatti, ancora oggi, sovente le armi sono in azione. Amaroni ha contrapposto musica, parole e video di pace utilizzando il materiale proveniente da un kit dell’associazione “Figli della Shoah” di proprietà della Biblioteca. La chitarra e la voce di Giuseppe Sestito (in foto sopra) aprono la serata con l’interpretazione del brano “Working Class Hero” di John Lennon.

 Poi le immagini. Sono quelle del documentario “La Fabbrica dello sterminio”. Quindi le parole. Maria Bova legge “Milano, domenica 30 gennaio; Auschwitz, sabato 6 gennaio”, testimonianza che racconta il viaggio  da Milano verso il campo di concentramento dei deportati italiani. E poi altre letture: “Storia  di Gilda Coen”, nata a Livorno il 18 agosto 1880, morta ad Auschwitz il 6 febbraio 1944 e “Il viaggio di Sofia e Sara Kaufmann verso il campo di sterminio”.

 L’Intermezzo musicale di Giuseppe Sestito col brano “Society” di Eddie Vedder fa da spartiacque alla proiezione. Francesco Loprete fa sorrere le immagini del documentario Binario 21″, le rotaie che collegavano Milano ad Auschwitz, utilizzato per i deportati italiani. Il sigillo alla serata sono, ancora, la voce e la chitarra di Giuseppe Sestito con il brano di Sting “Fragile”.

 Il “Viaggio della memoria” finisce. Resta la riflessione e il convincimento di gridare forte “Mai più Olocausti”.

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