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PRESERRE (CZ) – AD AMARONI PULSANO I “BATTITI CALABRI”


Giornata di arte, musica, cultura e storia quella vissuta ieri dalla comunità amaronese. Presenti i due maestri liutai Masino Leone e Daniele Mazza. Visite guidate al polittico di Santa Barbara

 di Franco POLITO

PRESERRE (CZ) – 27 LUGLIO 2016 –  Lo avevamo annunciato che “E … state ad Amaroni”, l’evento storicizzato messo in piedi dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Ruggiero, sarebbe stato un tabellone a più facce.

 La conferma è arrivata ieri con “Battiti Calabri – Tra suoni e arte”. Nel titolo e nei fatti è stata una giornata particolare che ha immerso la comunità amaronese in un’atmosfera suggestiva e affascinante. Una giornata dedicata alla  musica e all’arte pittorica.

 Di prestigio la mostra degli strumenti della tradizione popolare calabrese allestita presso la sala consiliare municipale che ha visto la presenza  dei maestri artigiani liutai Masino Leone e Daniele Mazza, di Tiriolo. Un viaggio nella storia, nella tradizione, passando per l’antropologia quello nel quale Leone e Mazza hanno accompagnato i visitatori.

 Un percorso intrigante, reso ancora più particolare dalla cura con cui i due maestri  hanno realizzato l’esposizione di strumenti  costruiti  artigianalmente da loro (chitarre battenti, lire, zampogna, grancassa, organetti) intervallando le spiegazioni al suono. Tanti i partecipanti alla mostra, compresi i bambini, affascinati dai suoni e dai racconti in cui sono state messe in evidenza le differenze di strumenti e tradizioni delle varie province calabresi.

Listener (3)

 Quella di Leone e Mazza è una passione per la musica, per le tradizioni e per la terra di Calabria, emersa nella mimica dei due “artisti”  che chiudevano gli occhi mentre con le loro abili mani  lasciavano allo strumento il compito di  dare spazio alle emozioni e alla loro anima, In serata, poi, il laboratorio di musica popolare è proseguito in piazza dell’ Emigrante con altre spiegazioni e dimostrazioni a cui si sono aggiunti i tamburelli di Gregorio Fera che, a cura dell’ Associazione Radici Calabre, ha collaborato con l’amministrazione comunale, occupandosi anche della parte tecnica.

  Nel corso del pomeriggio ci sono state anche due visite guidate, curate da Cristina Gullà, studentessa amaronese  di Architettura. Una ai  meravigliosi dipinti del cosiddetto “polittico” di Santa Barbara, realizzato dal maestro Giuseppe Rocca. Attraverso informazioni sulla storia, sulla tecnica e sul  simbolismo, passando attraverso Piero della Francesca,  Caravaggio e Mattia Preti, artisti cui  Rocca, vincitore della biennale di Firenze nel 1999 si è ispirato, i visitatori hanno apprezzato la sequenza “filmica” del polittico in  cui si scandiscono la vita, il martirio, l’energia universale e la ricongiunzione con Cristo della patrona di Amaroni.

 L’altra agli affreschi della volta della chiesa matrice di Santa Barbara, attribuiti a due pittori napitini, Zimatore e Grillo. Durante la visita sono state fornite informazioni sulle caratteristiche architettoniche della chiesa, che risale al 1793. Tante le persone interessate che hanno partecipato a questi importanti momenti artistico-culturali che hanno interessato i due inestimabili beni amaronesi.

 Una giornata «inserita nel contesto di un programma intenso e fitto di appuntamenti   – commentano gli esponenti dell’amministrazione comunale –  che abbiamo messo in campo con l’obiettivo di esaltare le peculiarità del nostro territorio e che suscitano grande interesse».

 

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