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PRESERRE (CZ) – 106, “BASTA VITTIME” INSISTE: «LA PIU’ GRANDE STRAGE DI STATO»


«Quanto accade ha delle chiare ed evidenti responsabilità politiche: il silenzio e l’indifferenza del Governo nazionale e regionale, della classe parlamentare calabrese a Roma, delle amministrazioni locali e provinciali, delle forze sindacali»

 di REDAZIONE

 PRESERRE (CZ) – 18 SETTEMBRE 2016 –  «Abbiamo pregato affinché riuscisse a salvarsi. Speravamo che ritornasse a casa dai suoi genitori e da suo fratello. Siamo stati tutti vicini a lei con la mente e con il cuore mentre lottava in questi ultimi 28 giorni, tra la vita e la morte. Purtroppo non c’è stato nulla da fare»

Lo afferma in una nota l’Associazione “Basta Vittime sulla Statale 106” dopo avere appreso che anche Francesca Bressi, 24 anni, coinvolta nel tragico incidente del 21 agosto scorso nel tratto di 106 tra Santa Caterina sullo Ionio e Badolato nel quale perirono altri tre giovani, è morta ieri mattina all’ospedale di Catanzaro.

 «Francesca (in foto) – aggiunge la nota –  era una ragazza molto seria, studiosa, paziente e sempre disponibile per glia altri. Aveva tanti sogni e belle speranze che, in pochi attimi, sono svaniti per sempre sull’asfalto della “strada della morte”.

 «E’ la ventiquattresima vittima della S.S.106 in Calabria nell’anno 2016  – è scrfitto ancora nella nota – dopo Eugenio Vadalà di 28 anni e Giuseppe Barone di 18 anni deceduti l’8 gennaio a Bocale fraz. di Reggio Calabria, Francesco Nicola Dati di 29 anni deceduto il 21 gennaio a Cirò Marina (KR), Carmela Palermo di 66 anni deceduta il 6 febbraio a Rossano (CS), Francesco Gaetano di 62 anni deceduto il 13 aprile a Corigliano Calabro (CS), Maria Cristina Brancatisano di 53 anni deceduta il 15 maggio a Montebello Jonico (RC), Pasquale Scarano di 67 anni deceduto il 16 maggio a Brancaleone (RC), Vittorio Leotta di 25 anni e Deborah Ranieri di 21 anni deceduti il 22 maggio a Sant’Andrea dello Jonio (CZ), Dmytro Lazarenko di 27 anni deceduto il 29 maggio a Ferruzzano (RC), Francesco Manoiero di 20 anni deceduto il 04 Giugno a Catanzaro Lido, Francesco Antonio Tarantino di 61 anni deceduto il 22 Giugno a Simeri Crichi (CZ), Giuseppe Varlaro di 22 anni deceduto il 5 luglio a Cassano all’Ionio (CS), Francesco De Salvo di 61 anni deceduto il 17 luglio a Rossano (CS) e Domenico Ciccarello di 62 anni deceduto il 27 luglio a Roccella Jonica (RC), Herde Yanosch di 30 anni e Fabio Capalbo di 27 anni deceduti l’11 agosto a Calopezzati (CS), Vittoria Lopilato di 23 anni, Lorena Lopilato di 24 anni, Pasquale Papaleo di 25 anni deceduti il 21 agosto a Santa Caterina dello Jonio (CZ), Roberto Santini di 51 anni, la moglie Rossella Sardiello di 46 anni, ed il figlio Marco di 19 anni deceduti il 27 agosto a Villapiana (CS».

 «L’Associazione –  recita ancora la nota –  si stringe attorno alla famiglia Bressi, ai parenti ed agli amici tutti, a cui esprimiamo sentimenti di vicinanza e cordoglio. Noi non dimenticheremo queste vite spezzate sull’asfalto della “strada più pericolosa d’Italia”. Un pensiero speciale vorremmo rivolgerlo alla mamma che ora sarà travolta da un dolore grande. La grande tragedia che ha colpito la Comunità di Badolato, per l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” è grande motivo di dolore. Pregheremo affinché Dio vi dia la forza di superare questo triste momento.  Per questo esprimiamo sincere condoglianze al Sindaco di Badolato Gerardo Mannello ed alla comunità tutta».

 24 vittime sulla S.S.106 nel 2016. Una vittima ogni 10 giorni.

 «L’Associazione  – rimarca la nota –  intende ribadire e sottolineare che tutto ciò rappresenta la più grande Strage di Stato della storia della Repubblica italiana ed intende evidenziare, inoltre, che quanto accade purtroppo da sempre sulla S.S.106 ha delle chiare ed evidenti responsabilità politiche: il silenzio e l’indifferenza del Governo nazionale e regionale, della classe parlamentare calabrese a Roma, delle amministrazioni locali e provinciali, delle forze sindacali. Tutti, nessuno escluso, coloro i quali rivestono ruoli istituzionali, sono moralmente responsabili dell’olocausto sulla S.S.106. Noi non resteremo indifferenti ed in silenzio davanti all’ennesima tragedia di una strada sempre più serial killer in Calabria ed in Italia. La “strada della morte”, non ci stancheremo mai di ripeterlo, rappresenta la più grande Strage di Stato della storia della Repubblica italiana».

 

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