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POTATURA E ABBATTIMENTO ALBERI A CHIARAVALLE CENTRALE, LA MINORANZA INTERROGA IL SINDACO


Maida, Maltese e Pelaia: “Verde pubblico non è un abbellimento, ma parte integrante del contesto urbano meritevole di tutela”

di Franco POLITO

 CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  8 APRILE 2021 –  Lavori di potatura e – o abbattimento di alberi, i consiglieri comunali di minoranza Giuseppe Maida (Pd), Francesco Maltese  (CambiAmo Chiaravalle) e Bruno Pelaia (Forza Italia) “interrogano” il sindaco Domenico Donato.

Tre i quesiti indirizzati al primo cittadino con un’interrogazione urgente a risposta scritta e orale.

Il primo: «Se le operazioni di abbattimento, sono avvenute per motivi di urgenza, dovute al pericolo immediato, accertato dalle autorità competenti, o in alternativa da comprovata documentazione fotografica dalla quale si evince in modo chiaro ed inequivocabile lo stato di pericolo (si chiede copia) di tale documentazione».

Il secondo: «Quale sia il criterio adottato per la potatura degli alberi e quale studio è stato applicato per effettuare questi interventi, se esiste agli atti una relazione dettagliata sottoscritta da un agronomo, che illustri le indagini effettuate sulle piante e dichiari la pericolosità delle stesse (si chiede copia)».

Il terzo: «Quali sono le modalità di smaltimento e destinazione del materiale derivante dalle operazioni di potatura e abbattimento»

I tre esponenti dell’opposizione nella premessa fanno riferimento alla «determina R.I.n.43 e R.G.n.105 del 16/03/2021 Settore Tecnico, con la quale sono stati affidati i “Lavori di potatura e/o abbattimento alberi”  alla Ditta La Nuova Legname di SANZO Vincenzo, con sede in Chiaravalle C.le  Contrada Terratola, per un importo iva compresa d 5.246,00 euro».

Ma anche a parecchi cittadini che si sarebbero lamentati «per il modo di potare oltre misura o addirittura abbattere le alberature, realizzando vere e proprie capitozzature».

A loro dire «tali operazioni sono avvenute e – o avvengono senza una adeguata comunicazione esterna, al fine di evitare il dissenso della cittadinanza.

Ciò è fonte di preoccupazione da parte dei cittadini, per i danni arrecati al patrimonio verde esistente nel nostro comune, che contrastano con la necessità ambientali odierne».

Ma vi è di più. «Queste pratiche di potatura ed abbattimento – sottolineano i tre –  determinano una profonda modifica del contesto urbano della nostra città».

Poi la considerazione finale: «Il verde pubblico non è un abbellimento accessorio della città, ma bensì ne costituisce patrimonio e parte integrante, meritevole di tutela e salvaguardia».

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