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POSTE ITALIANE DICE “NO” ALLA VIOLENZA SULLE DONNE


Emesso francobollo appartenente a serie tematica “Il senso civico”

di REDAZIONE 

        PRESERRE (CZ) –  12 NOVEMBRE 2019 –  Poste Italiane comunica che ieri, 11 novembre 2019 viene emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “IL SENSO CIVICO”, dedicato alla lotta alla violenza sulle donne, relativo al valore della tariffa B pari a 1,10 uero.

       Tiratura: cinquecentomila esemplari

       Fogli da quarantacinque esemplari.

       Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente.

Bozzettista: Tiziana Trinca.

La vignetta raffigura un murale su cui sono disegnate silhouette di donne alle quali una bambina colora le scarpe di rosso, simbolo della lotta contro il femminicidio e la violenza sulle donne.

Completano il francobollo la leggenda “LOTTA ALLA VIOLENZA SULLE DONNE”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

L’annullo primo giorno di emissione è disponibile presso  lo sportello filatelico dell’ufficio postale Roma VR.

Il francobollo ed i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi, possono essere acquistati presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it.

Per l’occasione è stato realizzato anche un folder in formato A4 a due ante contenente il francobollo, una cartolina annullata ed affrancata, una busta primo giorno di emissione, al costo di 12 euro.

Da parte sua Mirtha Racelis Mella, Presidente Associazione Promueve RD, afferma che  «è per me un onore presentare l’emissione del primo francobollo appartenente alla serie tematica ordinaria “il Senso civico” dedicato alla Lotta contro la Violenza sulle Donne.

Le donne, mogli, madri, sorelle, insegnanti, imprenditrici, lavoratrici; trasmettono cultura e contribuiscono allo sviluppo della società essendone oggi parte fondamentale, ma nonostante questo, ancora troppo spesso non sono considerate, addirittura maltrattate e assassinate. Il messaggio è quello di diffondere consapevolezza, partendo dalla storia delle sorelle Mirabal, stimolando le coscienze affinché le donne vengano protette, non solo dalla violenza fisica, ma di tutti i tipi, anche psicologica.

Il 25 novembre del 1981, si tenne a Bogotà il primo Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, durante il quale si scelse tale ricorrenza come “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne” in ricordo della morte di Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, tre attiviste rivoluzionarie nate nella Repubblica Dominicana, che combatterono la dittatura del dominicano Rafael Leonidas Trujillo con il nome di battaglia Las Mariposas (Le Farfalle).

Le tre sorelle Mirabal, la cui storia è molto conosciuta in tutto il mondo, sono diventate delle eroine perché con il loro coraggio, indipendenza e personalità fuori dal tempo, cambiarono la storia del proprio Paese dicendo NO al lungo e sanguinoso regime dittatoriale di Trujillo, che dal 1930 al 1961 detenne il potere sull’isola uccidendo sistematicamente tutti gli oppositori.

La loro opera rivoluzionaria, talmente efficace da indurre il Dittatore a dichiarare «Ho solo due problemi: la Chiesa cattolica e le sorelle Mirabal», porta Minerva e Maria Teresa in carcere due volte nel 1960 con la condanna a cinque anni di lavori forzati per avere attentato alla sicurezza nazionale. Anche i mariti delle tre sorelle vengono imprigionati e torturati.

Trujillo progetta il loro assassinio in modo che sembri un incidente, per non risvegliare le proteste nazionali e internazionali, è così che il 25 novembre 1960, mentre si recano in visita ai loro mariti in carcere, le tre donne cadono in un’imboscata degli agenti del servizio segreto militare: i corpi massacrati delle tre sorelle vengono gettati con la loro macchina in un burrone.

L’assassinio delle Mirabal provoca una grandissima commozione in tutto il Paese, la terribile notizia si diffonde come polvere. Il loro brutale assassinio risveglia le coscienze e l’indignazione popolare accelerando la fine della dittatura. Resistenza, liberazione e rivoluzione, hanno segnato fino all’ultimo istante le loro vite.

L’unica sorella sopravvissuta, Bélgica Adele, detta Dedé, dedicò la sua vita alla cura dei sei nipoti orfani e alla custodia della memoria delle amatissime sorelle: «Sopravvissi per raccontare la loro vita».

Nel 1999 l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha esteso a tutto il mondo questa iniziativa, istituendo la Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, ricordando non solo l’impegno e il coraggio delle tre donne dominicane nella loro battaglia per la libertà, ma anche quello di tutte le donne che, ovunque, lottano per la conquista dei propri diritti, affinché le stesse possano vivere serenamente, creando una cultura del rispetto delle donne che ponga fine alla violenza perpetrata nei loro confronti».

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