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POSITIVO COLLABORATORE SCUOLA INFANZIA, SALGONO A QUATTO I CASI GIMIGLIANO


Il sindaco Laura Moschella: “Avevo ragione quando ho deciso di chiudere le scuole”

di Franco POLITO 

GIMIGLIANO (CZ) –  5 NOVEMBRE 2020 – Positivo a Gimigliano un collaboratore della scuola dell’infanzia.

Lo fa saper il sindaco Laura Moschella. Attivato il protocollo per come dovuto. I bambini sonio tati posti in isolamento domiciliare. Atteso ulteriore screening per scongiurare altre positività.

Che, adesso, in tutto il territorio comunale salgono a quattro.

«Le mie scelte per quanto impopolari di chiudere le scuole – sottolinea il sindaco –  mi hanno dato ragione. Le ho adottate anche nella consapevolezza di perdere consensi, ma non sono qui per il consenso elettorale ma per gestire la comunità con senso del dovere,  senza se e senza ma».

Moschella si appella agli altri sindaci invitandoli «a reagire»  e parla di «una sanità calabrese al collasso, che non è in grado  di reggere una simile pandemia.

Inutile chiudere un bar quando rimangono aperti altri luoghi di possibili contagi. La situazione è sfuggita di mano».

Moschella chiede aiuto alle istituzioni, al presidente facente funzioni della Regione Calanbria Nino Spirlì. «Non chiudere le scuole significa creare danni enormi alle piccole comunità. Mi sento abbandonata, ma devo trovare la forza, dobbiamo reagire, comprendendo che abbiamo perso la guerra. Si tratta di un conflitto che non si affronta così».

Poi l’appello al presidente del Coe, Antonello Talerico,  e la critica contro i Dpcm del presidente Conte. «Così come sono formulati sono inutili – sottolinea -. Non hanno un senso.  Ci ha chiuso quando non avevamo nessuna caso, oggi emette provvedimenti privi di chiarezza.

Scuole aperte e bambini in classe con mascherine per cinque ore? Siamo seri,  il popolo ha bisogno di scelte serie e concrete».

Quindi le sue certezze. «Non riaprirò le scuole  – annuncia –  fino a quando non avrò contezza sulla situazione reale. Anzi, varerò misure più restrittive.

La chiusura dei bar è una presa in giro. La cosa che mi fa più rabbia è che non si è avuto il coraggio di fare delle scelte drastiche che, invece, bisogna  fare altrimenti non avremo grandi chance.

Non posso consentire ancora di rischiare, non ce lo possiamo permettere, ci hanno riempito di bugie pur sapendo che la nostra sanità non poteva sopportare questo flagello. Ecco perché dobbiamo difenderci noi stessi».

Infine l’appello ai cittadini e a chi gli sta accanto di collaborare. «Rimarrò a capo di questa comunità per scelta – conclude – ma se le dimissioni potessero rafforzare i poteri dei sindaci abbandonati a noi stessi, prenderò questa decisione anche se impopolare».

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