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POLITICA CHE “GUARDA OLTRE”, ZOFREA: «ABBANDONARE L’AUTOCOMPICIAMENTO»


Il consigliere comunale di opposizione con “TuttInsieme per Squillace”: «Chi non riesce ad alzare lo sguardo ad un orizzonte che vada all’aldilà dell’oggi è irrimediabilmente in ritardo”

di Franco POLITO 

SQUILLACE (CZ) –  2 MARZO 2021 –  «A volte, nel fare un bilancio della mia attività politica, sento un senso di assoluta inadeguatezza».

 Le parole sono di Enzo Zofrea, consigliere comunale di opposizione con il gruppo “TuttInsieme per Squillace”.

 Che aggiunge: «Mi trovo a misurami, quotidianamente, con problemi sicuramente rilevanti per tanti cittadini ma, per alcuni versi, assolutamente lontani da quella che dovrebbe essere la dimensione fondamentale della politica intesa come progetto, come visione orientata al futuro.

 Intendiamoci, non che la riparazione di una buca o una strada asfaltata non sia importante ma, l’esaurire un’attività politica in questo, è assolutamente limitativo, perché manca una strategia, una finalità.

 Non esiste un’azione, ma una semplice reazione al quotidiano. Certo il panorama politico in un piccolo Comune è quello che è. A fronte dell’assoluta insipienza di chi amministra, anche una buca coperta è un grande traguardo. Ma non basta».

 Zofrea insiste: «La politica che non riesce ad alzare lo sguardo ad un orizzonte che vada all’aldilà dell’oggi è, irrimediabilmente, in ritardo. Vivere alla giornata e non definire un progetto di sviluppo in tutti gli ambiti, non produrrà un vero sviluppo della nostra comunità.

 Si potrà anche assestare qualche singolo buon risultato, tuttavia questo, non porterà a nessun miglioramento della condizione economica e socio culturale della nostra comunità».

 Il rappresentante dell’opposizione spiega ancora: «Oggi, a quasi due anni dall’inizio della seconda consiliatura Muccari, sfido chiunque a definire quali siano gli obiettivi a medio lungo termine di questa amministrazione.

 Pertanto bisogna trovare la forza di abbandonare comodi nidi e facili rifugi. Bisogna superare l’autocompiacimento dei miseri traguardi raggiunti. Bisogna convincersi che chi non investe sui giovani non ha futuro e non ricordarsi di loro solo tre mesi prima delle elezioni».

 Quindi conclude: «Bisogna capire che fare politica nella nostra città vuol dire incidere davvero sulle cose per migliorarle.

Può non piacere, ma è così».

Quando la politica “guarda oltre”.

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