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PITTURA, PRONTA A REGGIO DIAGNOSTICA PER OPERA MATTIA PRETI


Indagini su “Ritorno del figliol prodigo”alla Pinacoteca civica

di REDAZIONE 

REGGIO CALABRIA – 21 DICEMBRE 2021  – È stato presentato nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria il cantiere dedicato alle indagini diagnostiche per la conoscenza di un capolavoro della pittura barocca, “Il Ritorno del figliol prodigo”, realizzato dal celebre pittore calabrese fra’ Mattia Preti, cavaliere di Malta.

Presenti all’importante cerimonia Salvatore Patamia, del segretariato regionale della Calabria – Ministero della Cultura, Fabrizio Sudano, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Reggio Calabria e Vibo Valentia, Irene Calabrò, assessora comunale alla Cultura e Loredana Pace, dirigente del Settore Cultura del Comune.

“L’opera del Cavalier calabrese – è detto in un comunicato – sarà dunque al centro di un laboratorio aperto al pubblico per essere sottoposta ad un’approfondita analisi che verrà condotta con strumentazioni tecnologiche e metodologie scientifiche di ultima generazione, con l’obiettivo di osservare tra le pieghe più nascoste del dipinto e acquisire una conoscenza più avanzata della vita dell’opera stessa ma anche del contesto storico in cui l’artista ha operato.

Un lavoro di straordinaria importanza che dal 6 gennaio e fino al prossimo mese di giugno del 2022, i visitatori della Pinacoteca avranno l’opportunità di osservare dal vivo”.

“Finiamo l’anno e ci apprestiamo a vivere il nuovo che arriva – ha sostenuto l’assessora Calabrò – rilanciando l’obiettivo di sempre, ovvero quello della conservazione e valorizzazione del nostro straordinario patrimonio culturale”.

“Si tratta di un lavoro di estremo rilievo – ha detto Sudano sotto i profili scientifico e storico. Fondamentale, inoltre, l’idea di condividere questo progetto con la collettività che deve avere, a nostro avviso, piena e compiuta consapevolezza circa l’attività che viene promossa sul territorio per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale”.

Per Patamia “questa operazione di diagnosi ci darà possibilità di entrare nell’animo dell’artista, respirare il clima storico dell’opera e conoscere addirittura quasi l’umore che il Preti aveva quando lavorava ad essa. Parliamo del massimo artista calabrese ed è importante che questa figura sia al centro di questo ambizioso progetto”.

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