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PIANO PREVENZIONE, A CENTRACHE C’È L’OK DELLA GIUNTA


Gli amministratori: “Chiaro che si tratta di una normativa che interessa tutti noi e che pertanto non può essere sottovalutata”

 di Franco POLITO

 CENTRACHE (CZ) –  17 MARZO 2021 –  “Piano triennale di prevenzione della corruzione e per la trasparenza 2021-2023”,  a Centrache c’è l’ok della giunta presieduta dal sindaco Fernando Sinopoli.

 «Per poter redigere un buon piano di Prevenzione della Corruzione  – sottolineano dall’Esecutivo olivadese –  è fondamentale avere ben chiaro il concetto di “corruzione”.

 Difatti nei confronti della normativa anticorruzione viene assunto troppo spesso un atteggiamento sbagliato.

 Un primo atteggiamento, di sottovalutazione, dipende anche dal fatto che consideriamo solo il significato penale del termine.

 Ciò porta ad un atteggiamento del tipo : “noi siamo persone oneste, nella nostra amministrazione non ci sono casi del genere e perciò questa normativa non ci interessa”».

 Gli amministratori dicono ancora: «Altro atteggiamento tipico è quello di rassegnazione.

 Gli enti locali sono oggetto di un vero e proprio profluvio di norme; solo nell’ambito della finanza locale negli ultimi anni si sono succedute oltre 70 norme.

 Non passa giorno che non dobbiamo compiere qualche adempimento, compilare questionari, accedere a piattaforme astruse e di difficile utilizzo ecc.

 La normativa anticorruzione è stata quindi percepita come l’ennesimo adempimento, un piano da compilare solo per evitare sanzioni e responsabilità e poi da dimenticare e abbandonare fino al prossimo anno».

 A detta della Giunta di Olivadi «l’atteggiamento cambia se abbiamo invece chiaro che il concetto di corruzione che è alla base della normativa sui PTPC non è solo quello penale, ma un concetto amministrativo, derivato dall’esperienza europea, che si traduce nella formula della “ cattiva gestione”, traduzione del termine anglosassone “maladministration”.

 Del resto è anche chiaro che perseguire i reati penali è compito della magistratura e non delle pubbliche amministrazioni; queste possono invece adoperarsi per attuare delle regole che scoraggino e puniscano comportamenti contrari alle regole, in tutti gli aspetti della vita amministrativa».

 Come  evidenziano gli  amministratori «il concetto di corruzione quindi non è riferito solo alle grandi ruberie di cui sono piene le cronache anche recenti, ma a piccoli fatti quotidiani in cui non vengono seguite le regole; nella maggior parte dei casi non c’è neppure la consapevolezza che questi comportamenti integrano ipotesi di corruzione.

 Ma gli esempi abbondano e su tutti : gli acquisti dell’economato, che vengono eseguiti senza una vera e propria verifica della convenienza; le manutenzioni delle reti, affidate in genere a trattativa diretta con la motivazione dell’urgenza.

 Per non parlare della gestione delle opere pubbliche, dove sono diffusissimi i casi di mancato rispetto delle regole ( affidamento degli incarichi, perizie di variante, lavori eseguiti male ecc ): in questo campi gli enti locali della Calabria hanno un vero e proprio record di definanziamenti comunitari».

 Dopo le considerazioni ecco la conclusione: «Se correttamente inteso il senso del termine di “corruzione”, come mancato rispetto delle regole, è chiaro che si tratta di una normativa che interessa tutti noi e che pertanto non può essere sottovalutata».

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