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PENSIONATO UCCISO A “COSTA DEGLI ARANCI”, CONDANNATO RICCELLI


Inflitti 30 anni di carcere e la riparazione del danno subito. Assolto il figlio

Articolo e foto di Gianni ROMANO

PRESERRE (CZ) –  11 DICEMBRE 2019 –  Si è tenuta l’udienza presso il tribunale di Catanzaro davanti al giudice Matteo Ferrante per l’omicidio di Antonio Ranieri . Il processo alla presenza degli avvocati di parte Costanza Santimone e Giovanni Traversa del foro di Catanzaro,ha visto condannare a 30 anni  Mario Riccelli (64 anni).

Un omicidio scaturito da futili motivi nel mese di marzo 2018, Ranieri e Riccelli si erano incontrati in località Costa degli aranci, a Montauro, dove Ranieri, pensionato aveva diverse proprietà immobiliare e doveva rientrare sui mancati mesi di affitto dovuti dal Riccelli, e non corrisposti.

Riccelli aveva esploso tre colpi di pistola alla testa del Ranieri cercando poi di sviare le indagini un omicidio in pieno giorno davanti al cancello dell’immobile e a pochi metri dalla trafficata statale 106 jonica,l’imputato aveva sottratto al Ranieri il cellulare e il suo portadocumenti per simulare una rapina, ma i carabinieri giunti sul posto avevano da subito indirizzato le indagini verso il responsabile, trovando la pistola e i documenti .

Confermata in toto, dunque la richiesta del pubblico ministero, Pasquale Mandolfino, che ad ottobre scorso aveva discusso la propria tesi accusatoria.   Riccelli, difeso dall’avvocato Anselmo Torchia, ha optato per il rito abbreviato e quindi alla pena inflitta è stato già calcolato lo sconto di pena.

Il giudice, inoltre, ha condannato alla riparazione del danno subito nei confronti della mamma e delle due figlie, e del genero tutti presenti in aula per 100 mila euro a testa. Assolto il figlio di Riccelli, Roberto (difeso dall’avvocato Anania), accusato di aver tentato di sviare le indagini per allontanare i sospetti dal padre.

La procura aveva chiesto la pena di 2 anni e 6 mesi.

Un omicidio che aveva gettato sconforto nella città di Montepaone dove Ranieri molto conosciuto, risiedeva con la sua famiglia, il pensionato aveva numerosi immobili e terreni e le sue giornate erano dedite al lavoro nelle sue proprietà.

Emergeva da subito che Riccelli era infastidito dalle richieste del Ranieri che cercava solo di recuperare i soldi dell’immobile affittato al Riccelli.

I funerali invece si erano tenuti nella chiesa matrice a Centrache, nel cuore delle Preserre Catanzaresi, suo paese nativo, una cerimonia a cui avevano preso parte molte persone. 

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