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PECORE E AGNELLI SGOZZATI A TORRE RUGGIERO, CANI O LUPI?


Repertorio

Episodio segnalato dal proprietario del gregge. Nel referto dei veterinari si parla di “canidi” ma il mondo agricolo è convinto dell’incursione di un branco di animali ben più famelici

di REDAZIONE 

TORRE DI RUGGIERO (CZ) –  3 MAGGIO 2020 –   Trenta animali tra pecore ad agnelli sono stati uccisi l’altra notte da un branco di lupi nell’area montana di contrada “Villa” di Torre di Ruggiero.

Il branco selvatico è riusciti ad entrare nel gregge di proprietà dell’agricoltore Emilio Pascale che ha denunciato l’accaduto ai vigili urbani del comune e al servizio ispettivo veterinario dell’azienda sanitaria provinciale di Soverato.

C’è stato pure un sopralluogo per verificare le cause del morso. Nel referto dei veterinari si parla di “canide” che potrebbe essere attribuito al morso di cani selvatici che vivono in branco nelle montagne. Di parere opposto sono, invece, i tanti allevatori che hanno gli insediamenti nell’area di Montecucco, una zona che si trova sul confine con la provincia di Vibo Valentia.

Il proprietario che si è visto il gregge, praticamente distrutto, oltre a dover costatare la morte dei tre animali, ha segnalato pure altri tre capi dispersi.

Secondo il racconto, nel recinto è entrato un branco di lupi che, oramai sono presenti nell’area delle Serre vibonesi e, quindi, trovano sostentamento attaccando pecore ed agnelli che sono custoditi negli ovili.

Nel giro di appena qualche mese è la terza segnalazione giunta sul tavolo dei vigili urbani del comune di Torre di Ruggiero.

Pecore sgozzate e distruzione di interi greggi che da queste parti fanno economia nel settore della pastorizia, già in crisi, per una serie di interventi mancati. La segnalazione di lupi, è sempre più frequente, così come la cattura degli stessi e l’abbattimento. E’ accaduto qua

lche mese addietro con il lupo ucciso ed attaccato ad un palo della segnaletica stradale nel territorio di Amato, poi l’episodio di Torre di Ruggiero dimostrazione di come le istituzioni sono assenti in un settore che merita una maggiore tutela sia dei lupi in quanto in Calabria è specie protetta, sia da parte degli stessi allevatori che subisco danni all’attività.

Le cause della diffusione della specie, secondo i massimi esperti del settore, sono da attribuire principalmente alla creazione di aree protette, alla diffusione di ungulati selvatici come i cinghiali, alla riduzione generale  della stagione venatoria che ha limitato la possibilità di incontri pericolosi, per il lupo naturalmente. 

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