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PASQUA: NO AL BUIO, SÌ ALLA LUCE


Lo scorso anno abbiamo vissuto i riti pasquali ognuno nelle proprie abitazioni, da spettatori  passivi a causa del lockdown impostoci. Quest’anno siamo ancora in piena pandemia e l’unica differenza è che possiamo presenziare ai riti della Pasqua con le dovute cautele

di Rossella NASSO

PRESERRE (CZ) –  28 MARZO 2021 –  Per il secondo anno i riti della Pasqua vivono le restrizioni pandemiche a causa del nemico che ben tutti conosciamo, il Covid-19.

Lo scorso anno abbiamo vissuto i riti pasquali ognuno nelle proprie abitazioni, da spettatori  passivi a causa del lockdown impostoci. Quest’anno siamo ancora in piena pandemia e l’unica differenza è che possiamo presenziare ai riti della Pasqua con le dovute cautele.

La settimana Santa è preceduta dalla domenica delle Palme. In questo giorno si ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme, in sella ad un asino, osannato dalla folla che lo salutava agitando rami d’ulivo, rendendogli onore.

Per tutti noi cristiani, questa giornata rappresenta la festa preparatoria della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù.

Per i cristiani è fondamentale credere nel passaggio della morte alla vita.

A questo proposito non si potrà certo dimenticare un Vaticano vuoto, con il solo Papa a pregare affidando le pene del mondo al Cristo messo in croce.

 Il suo monito all’umanità, quello di non pensare a se stessi, ma donarsi per poter esser di sostegno e aiuto, poiché nessuno si salva da solo.

In effetti, mai come ora le sue parole hanno preso forma nel creare un vaccino che possa salvare l’umanità intera. Scienziati, medici e organizzazioni varie hanno collaborato, facendo dono delle proprie capacità intellettuali e umane al solo scopo di salvare.

 Se questa non è condivisione cosa lo è? Il mondo ha sperimentato impotente la morte collettiva della sua gente, attraverso ospedali presi d’assalto e al collasso delle proprie possibilità. I propri congiunti spettatori inermi ad affrontare una guerra di dolore senza fine, aggrappandosi alla preghiera, l’unica consolazione rimasta.

Da cristiani dovremmo pensare che come gli ospedali, anche le porte del cielo saranno state affollatissime. Anche Dio si sarà sentito sopraffatto e in difficoltà ad accogliere tanti suoi figli ritornati alla casa del Padre prematuramente.

Le scritture ci insegnano che dopo ogni inverno ci sarà il sole, questo il messaggio della Pasqua, torna la Vita, un periodo di rinascita e speranza nuova per tutti. Coltiviamo allora questo semplice concetto, affinché nessuno debba vivere il buio delle tenebre avvertendolo troppo oscuro.

Osanniamo l’entrata di Gesù a Gerusalemme poiché il suo avanzare ci porterà alla vita.

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