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PARCO NAZIONALE DEL POLLINO, D’IPPOLITO TORNA ALLA CARICA

Il deputato 5 Stelle in Commissione Ambiente: “La gestione Pappaterra resta un problema politico, il governo esca dalle maglie della burocrazia”

di REDAZIONE 

PRESERRE (CZ) –  14 OTTOBRE 2020 –  «Sollecito il governo a valutare nel complesso l’attuale gestione del Parco nazionale del Pollino, cioè la più grande area protetta d’Italia, ancora presieduto da Domenico Pappaterra, nel contempo direttore generale dell’Arpacal, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria».

È quanto il deputato M5S Giuseppe d’Ippolito ha replicato al sottosegretario all’Ambiente Roberto Morassut, che nel merito ha risposto a uno specifico question time rivolto dello stesso parlamentare pentastellato.

«Peraltro le associazioni ambientaliste del Pollino – ha significato nella replica D’Ippolito – hanno da tempo trasmesso un corposo dossier sulle pesanti e persistenti criticità amministrative dell’ente Parco, i cui contenuti vanno esaminati a fondo in sede ministeriale, posto che ho già interessato l’Anticorruzione della regione Calabria ad esprimersi sui rilevati profili di incompatibilità del Pappaterra, per quanto concerne il suo ufficio all’Arpacal.

Inoltre, a parte ho da tempo investito il ministro dell’Ambiente in ordine alla posizione di inconferibilità in cui, stando alla normativa nazionale Anticorruzione, si trova lo stesso presidente del Parco nazionale del Pollino».

«Quale parlamentare della Repubblica, confermo la mia volontà – conclude D’Ippolito – di rappresentare ad ogni costo le istanze di questo territorio. 

A riguardo chiedo al ministro dell’Ambiente e all’intero governo di uscire dalle maglie della burocrazia, perché la gestione del Parco nazionale del Pollino resta un problema politico prioritario, che va affrontato con la massima responsabilità e coscienza al fine di garantire l’effettiva tutela dell’area e per rispetto di chi vi risiede»