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PALERMITI (CZ) – Il consigliere comunale Loiacono è incompatibile? Lo decide il Consiglio


Palermiti, veduta del centro cittadino

L’esponente della maggioranza consiliare Natale Aloisi ritiene che «debba essere dichiarato incandidabile, ineleggibile e incompatibile perché agente della polizia penitenziaria in servizio». L’interessato: «Ho ottenuto formale autorizzazione»

 di Salvatore TAVERNITI (Gazzetta del Sud)

PALERMITI (CZ) – 8 LUGLIO 2015 –  Inizia con qualche schermaglia, all’interno dell’assemblea consiliare, l’avventura della nuova amministrazione comunale di Palermiti, targata Roberto Giorla.

 Dopo le elezioni del 31 maggio, che hanno decretato la vittoria della lista “Siamo Palermiti”, è risultato eletto, nella minoranza, anche il candidato a sindaco di “Rinascita per Palermiti” Giuseppe Cantaffa, il quale si è dimesso ed è stato surrogato con il primo dei non eletti della lista, Rocco Loiacono. Ma il consiglio, il 25 giugno scorso, è stato chiamato a pronunciarsi sulla sua incompatibilità alla carica di consigliere in seguito ad un’istanza presentata dal consigliere di maggioranza Natale Aloisi.

 Questi sostiene che Loiacono, agente di polizia penitenziaria, debba essere dichiarato incandidabile, ineleggibile e incompatibile, in quanto «non è mai cessato dallo svolgimento del proprio servizio lavorativo, né ha mai reso nota tale sua attività lavorativa, né agli elettori palermitesi, né all’amministrazione comunale, né al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Da ciò deriva la palese incompatibilità tra il ruolo istituzionale di consigliere comunale e lo svolgimento dell’attività di agente di polizia penitenziaria». A sostegno della sua tesi, Aloisi ha citato un Dpr, una sentenza del Tar e una circolare specifica, chiedendo che il consiglio comunale esamini la situazione e ne dichiari la sua ineleggibilità, incandidabilità e incompatibilità.

 Nelle sue deduzioni, Rocco Loiacono ha affermato di essere reduce da una esperienza amministrativa, essendo stato consigliere comunale nella passata legislatura, ma soprattutto di avere percorso l’intero iter previsto, dotandosi delle necessarie autorizzazioni. «Non ho interessi personali da tutelare – ha puntualizzato – e mi sento stremato dalla politica della maldicenza. Voglio solo esercitare il nuovo mandato con onestà e trasparenza nell’interesse della comunità. Non va bene aspirare ad eliminare gli avversari ricorrendo a forme pretestuose, basate su illazioni e senza fondamento giuridico».

 Poi i chiarimenti: «Sono un agente scelto della polizia penitenziaria – ha detto – in servizio a Busto Arsizio e distaccato a Catanzaro per motivi elettorali. Non ho mai avuto necessità di manifestare incompatibilità, perché mai esistita: ci sono ben 88 dispositivi normativi in merito. Ho ottemperato ad una circolare del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, chiedendo e ottenendo formale autorizzazione. Inoltre, sono solo uno dei tanti candidati in Calabria, dipendenti dell’amministrazione penitenziaria: a Fossato Serralta c’è il sindaco; e consiglieri e assessori ci sono, per esempio, a Magisano, Cortale, Caraffa, Squillace, San Floro, Miglierina. Il dipartimento da cui dipendo non avrebbe mai acconsentito alla formazione di atti illegittimi».

Loiacono, infine, ha rincarato la dose: «Temi di incompatibilità e di interesse dell’autorità giudiziaria, invece, ci sarebbero nella condotta del consigliere Aloisi, con delega ai lavori pubblici».

 Sulla vicenda ora si attende la decisione del consiglio comunale palermitese che è stato rinviato ad altra seduta. Alla riunione Del cosnsiglio, numerosi elettori della lista “Rinascita per Palermiti” erano presenti in aula per sostenere il proprio consigliere Loiacono.

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