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“OXYGEN”, CHIARAVALLE RIPRENDE FIATO CON L’ARTE


Il progetto degli artisti Lety e Max di provare a far rivivere con murales la cittadina

Fonte: Maria Patriza SANZO (CARATTEREMEDITERRANEOMAGAZINE)

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  21 DICEMBRE 2019 –  Ridare forza, respiro e vitalità attraverso l’arte ad un paese che, come tanti dell’entroterra calabro, si va via via spopolando, è questa la finalità del progetto “Oxygen”, ideato dagli artisti Marialetizia Iozzo e Massimiliano Carminati, Lety e Max come ci si è abituati a conoscerli.

Un progetto condiviso, portato avanti con l’adesione convinta ed entusiasta di diversi commercianti, apprezzato dalla comunità, che parte da Chiaravalle (Cz) dove i due hanno la loro bottega. 

«È un progetto che cresce insieme alla gente» evidenzia orgogliosa Lety. 

Ed è così che una ventata di colore pervade la cittadina la notte per prendere completamente forma alla prime luci del giorno. 

I due artisti sono all’opera nelle ore in cui i negozi sono necessariamente chiusi. 

Grazie alla loro presenza le strade diventano occasione di confronto con i giovani di passaggio che si soffermano ad assistere alle loro performance creative con la curiosità di scoprire che ne verrà fuori.

«Il progetto “Oxygen” – spiega Lety – nasce dall’idea che l’arte ed il colore stimolino l’umore e la mente come una “boccata d’ossigeno”. Il colore è il punto di forza di ogni nostra creazione, unito all’ironia ed alla vivacità delle rappresentazioni. 

Siamo certi che “invadere le strade” di opere d’arte abbia una stupenda funzione sulle emozioni, oltre a caratterizzare la città e i borghi, in maniera unica. 

Murales come dipinti sulle serrande delle attività commerciale possono far rinascere un luogo, diventare un’attrattiva e diffondere buonumore».

Un progetto che ha anche una finalità pedagogica: «Dobbiamo prenderci cura dei territori in cui abitiamo perché noi tutti abbiamo bisogno e diritto di camminare in strade che esprimano gioia di vivere. 

L’arte da sola non può fare tutto, ma ha una grande forza di coinvolgimento ed è sicuramente un punto di inizio positivo per qualunque realtà», osserva Max. 

I loro dipinti, al contempo, si fanno custodi di storie, di donne e di uomini che hanno precorso i tempi, di una tradizione artigianale cittadina, di una comunità che non vuole recidere il suo legame con il passato e che vuole guardare con fiducia al futuro. 

Anche quella di Max e Lety è una storia di migrazione al contrario. 

Lei, una laurea in Scienze dell’Educazione, conseguita a Messina, l’esperienza di lavoro in corsi di formazione, l’approdo a Milano, città raggiunta come una realizzazione che si rivela un miraggio con la crisi.

Intanto conosce Max, che sin dall’infanzia coltiva, come colei che diventerà anche sua moglie, la passione per l’arte. 

Spirito eclettico, passa nel tempo dall’impiego di autista a lavori artigianali, nei quali la capacità manuale ricopre un ruolo prezioso. 

La decisione di tornare per un periodo in Calabria. La proposta del papà di Lety, uno stimato insegnante di lettere, scrittore e poeta che, con la sensibilità che contraddistingue gli artisti, con la forza del sogno, sa guardare lontano.

Prospetta ai due la possibilità di restare, di restituire vita, con pennelli, tavolozze e colori, ad un piccolo locale di famiglia, che da oltre dieci anni è uno scorcio di continua vivacità sul corso.

«Gli artisti possono rivoluzionare una città» afferma Max. 

«La forza di andare avanti – asserisce Lety – la si trova pensando a ciò che può diventare un posto. Se non si ha la capacità di sognare e crederci, progetti come questo non possono avere realizzazione».

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