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OSPEDALI DA INCUBO IN CALABRIA, ROBA DA “IENE”


Inviato della trasmissione Mediaset è stato ai presidi ospedalieri di Locri e Polistena

Fonte: MEDIASET.IENE.IT

PRESERRE (CZ) –  26 FEBBRAIO 2019 –  Prosegue l’inchiesta de Le Iene sulla malasanità italiana.

Gaetano Pecoraro dalla Campania si è spostato in Calabria dove è stato in due ospedali, come ha titolato il servizio andato in onda domenica sera su Italia Uno nel corso della trasmissione, veramente “da incubo”

L’inchiesta ha portato i telespettatori in due strutture sanitarie dell’azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, dove ci sono soffitti che cadono, problemi strutturali e sporcizia: Locri e Polistena.

Pecoraro è stato in corsia tra soffitti che cadono e infiltrazioni d’acqua, ma anche ascensori che non funzionano e porte d’emergenza che non si aprono.

Qui però ci sono anche responsabili che cambiano in continuazione e per cui è difficile fissare le responsabilità e le inchieste sono ritenute “rognose”, come ci dicono dal Palazzo di giustizia.

Tutto questo costa 800 milioni di euro all’anno per 460 posti. Il Policlinico di Milano invece, per il doppio dei posti, costa la metà. Dove sono finiti tutti questi soldi, nonostante gli ospedali cadano a pezzi? 

Gaetano Pecoraro lo ha chiesto al direttore dell’Asl, che tra l’altro è sia direttore generale che sanitario della stessa struttura. 

Una doppia carica che non potrebbe avere.

“Purtroppo la situazione qui è disperata – ha detto all’inviato delle “Iene” un dottore -. Ma questa è solo la punta di un iceberg fatto di soldi che spariscono, mala gestione, politica e criminalità organizzata”. 

“Si chiama malavita, sono associazioni a delinquere” –  aggiunge un altro medico –  “Io non curerei mai mia figlia nell’ospedale di Locri in cui io lavoro, perché non funziona”, chiosa in maniera inquietante un chirurgo. 

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