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ORRORE A MARCELLINARA, LUPO AVVELENATO E IMPICCATO ALL’INGRESSO DEL PAESE


Lo sdegno degli animalisti

di REDAZIONE

MARCELLINARA (CZ) –  10 GENNAIO 2020 –  “Un lupo è stato avvelenato e poi impiccato alle porte di Marcellinara (Catanzaro). Sulla vicenda stanno indagando i Carabinieri della stazione locale e i forestali”.

Lo rende noto Rinaldo Sidoli, portavoce di Alleanza Popolare Ecologista (Ape). “La bestia umana che ha commesso questo efferato crimine – prosegue – crede di intimidire con questo messaggio macabro. Si sbaglia, risponderà per animalicidio. Ricordiamo che il ‘Canis lupus’ è una specie rigorosamente protetta in quanto annoverata nell’allegato IV della direttiva Habitat (92/43/CEE), che all’articolo 12 ne proibisce qualsiasi forma di cattura o uccisione.

Pertanto chiediamo al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa di richiedere una relazione urgente di quanto accaduto alle forze dell’ordine e procedere alla costituzione di parte civile per reati commessi ai danni della fauna, bene indisponibile dello Stato. Siamo stanchi di dover condannare simili atti. I lupi sono il simbolo del Bel Paese.

Sono molto di più che una specie da conservare, rappresentano il territorio e fanno parte del patrimonio della biodiversità dell’Italia. Le Regioni devono ratificare e dare attuazione al nuovo ‘Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia’ favorendo una risoluzione sostenibile dei conflitti con le attività dell’uomo sul territorio. Chiediamo che vengano stanziate le risorse necessarie alla messa in atto delle soluzioni di prevenzione come strategia di convivenza di lungo respiro con un predatore che assicura la funzionalità dell’ecosistema”.

“La notizia del ritrovamento di un lupo impiccato al cartello d’ingresso del comune di Marcellinara, alle porte di Catanzaro, ci lascia sgomenti per la barbarie con cui sempre più spesso ci si accanisce contro la fauna selvatica ed il lupo in particolare. Si tratta di un gesto orribile, che stride clamorosamente con gli sforzi compiuti in questi giorni proprio per permettere il recupero e la cura in natura di un lupo nel Parco nazionale della Sila.

Tutto questo non fermerà gli sforzi che stiamo mettendo in campo con il progetto Wolfnet, anzi, ci spingerà a insistere con maggior impegno per promuovere un cambiamento culturale necessario per la tutela della fauna nell’areale appenninico”.

Lo afferma il responsabile Aree protette e biodiversità di Legambiente, Antonio Nicoletti sulla triste vicenda del lupo impiccato in provincia di Catanzaro, avvenuta a pochi giorni dalla consegna dei cani pastore abruzzesi per la difesa delle greggi ad alcune aziende del luogo. Ogni anno nel nostro Paese vengono rinvenuti uccisi tra i 200 e i 300 esemplari di questa specie (il 10-20% della popolazione totale) per diverse cause (bracconaggio, avvelenamento, incidenti) tra cui anche gesti clamorosi e violenti come quello di questa mattina a Marcellinara.

Un gesto tanto plateale quanto vigliacco che però non ha lasciato indifferenti quei cittadini che si sono fermati per prestare soccorso al lupo: un fatto positivo che indica l’evolversi di una consapevolezza nuova, un cambio culturale atteso ma per nulla scontato.

“Continueremo a collaborare con gli allevatori e le associazioni di categoria per risolvere i problemi che la convivenza con il lupo crea alle imprese – sottolinea Nicoletti – percorreremo la strada della condivisione e della ricerca di soluzioni efficaci per ridurre i danni da predazione alle imprese zootecniche, come abbiamo già fatto donando un primo contingente di cani da guardiania a dieci imprese che operano in Sila.

Ma con la stessa determinazione chiediamo alle autorità preposte di perseguire i responsabili di questo gesto vile utilizzando metodiche investigative innovative che in altri casi analoghi hanno permesso di individuare i colpevoli. Per questo, abbiamo già comunicato alle autorità la nostra disponibilità a collaborare attivando le conoscenze e le esperienze maturate degli ultimi 10 anni dalla Rete Wolfnet che opera per la tutela del lupo in Italia”.

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