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OPERAZIONE “PIETRANERA”, CHIESTI DICIOTTO ANNI PER GLI ESTORSORI DEI BARONI GALLELLI


Mano pesante della Procura contro esponenti del clan di Badolato facente capo a Vincenzo Gallace e a Carmelo Novella 

di Edoardo CORASANITI (LANUOVACALABRIA.IT)

PRESERRE (CZ) –  23 OTTOBRE 2020 –  Nome in codice: Pietranera”

L’accusa: estorsione con modalità mafiosa per 20 anni ai danni di due imprenditori di Badolato, i baroni Lucia ed Ettore Gallelli, zia e nipote.

Oggi il pubblico ministero Debora Rizza ha chiesto le condanne nel processo che conta 8 imputati e che nel 2017 sfocia nell’indagine coordinata dalla Procura di Catanzaro, condotta dalla Squadra mobile di Catanzaro e chiamata Pietranera, dal nome della località in cui sorge l’azienda agricola dei Gallelli.

La pm non fa sconti e il conto è salato per gli imputati, con richieste di condanna fino da 18 anni a 8 anni.

Secondo l’accusa il gruppo avrebbe inoltre costretto, di anno in anno, gli imprenditori a concedere a propri familiari, nipoti e pronipoti i terreni per il pascolo e l’erbaggio.

Gli inquirenti sostengono che Vincenzo Gallelli, fino al mese di luglio del 2007, avrebbe fatto parte della cosca di ‘ndrangheta riconducibile a Vincenzo Gallace e a Carmelo Novella e che negli anni successivi si sarebbe poi legato al gruppo criminale capeggiato da Vincenzo Gallace.

Lucia ed Ettore Gallelli si sono costituiti parte civile nel processo, difesi dall’avvocato Michele Gigliottiche oggi ha discusso in aula in favore dei suoi clienti.

Gli imputati sono difesi da Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Domenico Pietragalla, Vincenzo Maiolo Staiano, Marinella Chiarella.

La partita non finisce qui. Il prossimo 10 novembre si torna in aula e i difensori potranno portare all’attenzione del collegio giudicante i rilievi, le controprove, le argomentazioni raccolte finora e che aiuteranno i giudici a compiere un quadro completo della vicenda.

Le richieste di condanna:

Vincenzo Gallelli, 1943, detto “Cenzo Macineju”: 18 anni e 1500 euro di multa;

Andrea Santillo, 1960, detto “Nuzzo”: 12 anni e 10mila euro di multa;

Antonio Santillo, 1989: 12 anni e 10mila euro di multa;

Antonio Gallelli, 1980, 15 anni e 12 mila di multa;

Francesco Larocca, 1967: 12 anni e 15mila di multa;

Giacomo Nisticò 1967,: 9 anni e 7 mila euro di multa;

Giuseppe Caporale, 1981: 15 anni e 12mila euro di multa;

Antonio Luciano Papaleo, 1966: 8 anni e 6 mila euro.

Per tutti la pm Debora Rizza ha chiesto l’aggravante mafiosa.

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