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OPERAZIONE “ORTHRUS”, CONCLUSE LE INDAGINI SUI CLAN DELLE PRESERRE

Blitz dei carabinieri portò all’arresto di 17 persone ritenute appartenenti o vicine alla cosca di ‘ndrangheta Iozzo-Chiefari, operante nelle Preserre e in particolare nei territori di Torre di Ruggiero, Chiaravalle Centrale e Cardinale

di REDAZIONE

PRESERRE (CZ) –  1 LUGLIO 2020 –   Restano 29 gli  indagati nell’inchiesta Orthrus coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia guidata da Nicola Gratteri sfociata nell’ottobre scorso nel blitz dei carabinieri che portò all’arresto di 17 persone ritenute appartenenti o vicine alla cosca di ‘ndrangheta Iozzo-Chiefari, operante nelle Preserre e in particolare nei territori di Torre di Ruggiero, Chiaravalle Centrale e Cardinale.

I reati contestati vanno dall’associazione mafiosa all’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, omicidio, estorsione e detenzione illegale di armi.

Il nome in codice dell’inchiesta, “Orthrus”, prende il nome da un grosso cane a due teste della mitologia greca, come l’organizzazione che, secondo gli inquirenti, aveva ai suoi vertici Antonio Chiefari e Mario Iozzo

Il core-business dell’organizzazione, secondo la procura, sarebbe quello delle estorsioni ai danni dei commercianti e degli imprenditori boschivi e  il traffico di droga, ma il sodalizio avrebbe avuto interessi anche in varie attività imprenditoriali agricole e di movimento terra.  

Gli interessi criminali sulle attività economiche avrebbero riguardato grandi opere come i lavori di realizzazione della Trasversale delle Serre, ma anche le piccole attività commerciali in occasione della festa della Madonna delle Grazie di Torre Ruggiero.

L’inchiesta ha consentito anche di fare luce sul duplice omicidio del 48enne Giuliano Cortese e della sua compagna Inna Abramovia, 35enne ucraina, avvenuto a Chiaravalle centrale il 27 aprile 2009.

Del collegio difensivo fanno parte, tra gli altri, gli avvocati Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Eugenio Felice Perrone, Vincenzo Savaro, Giovanni Canino, Domenico Pasceri, Francesco Antonio Gareri, Giovanni Russomanno, Vincenzo Ioppoli, Saverio Loiero, Salvatore Giunone, Antonio Nisticò, Ivan Posca, Domenico Emanuele, Roberto Trebisacce, Saverio Mazzeo, Antonio Ierardi, Giovanni Merante, Antonio Stivala, Sergio Rotundo, Daniela Giancristofaro, Domenico Cortese, Anselmo Torchia, Enza Trovato, Stefano Nimpo e Fabio Tino.

Gli indagati hanno ora venti giorni di tempo per  chiedere di essere interrogati, rilasciare dichiarazioni spontanee ed esercitare ogni atto utile per l’esercizio del diritto di difesa.

Poi il pm potrà chiedere l’archiviazione o procedere con una richiesta di rinvio a giudizio.