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OPERAZIONE “EYPHEMOS”, IN MANETTE CONSIGLIERE REGIONALE DOMENICO CREAZZO


Era stato eletto alla consultazione dello scorso 26 gennaio

di REDAZIONE 

PRESERRE (RC) –  25 FEBBRAIO 2020 –  C’è anche il sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte, Domenico Creazzo, neo eletto cosigliere regionale, fra le 65 persone arrestate stamane dalla Polizia, su ordine della Dda reggina, nell’ambito dell’operazione Eyphemos”.

Secondo l’accusa, nel coltivare e realizzare il progetto di candidarsi e vincere le elezioni regionali del 26 gennaio scorso, si sarebbe rivolto alla ‘ndrangheta, e in particolare a Domenico Laurendi, elemento in grado di procacciare voti in cambio di favori e utilità grazie alle sue aderenze con figure apicali della cosca Alvaro, prima attraverso il fratello Antonino Creazzo, e poi direttamente, al fine di sbaragliare gli avversari politici. Creazzo è stato eletto nella lista di Fratelli d’Italia.

Dalle intercettazioni a carico di Antonino Creazzo, scrivono gli investigatori, sarebbe emerso uno spaccato professionale di Domenico Creazzo “non limpido, anche in relazione alla sua funzione di Presidente del Parco dell’Aspromonte nel cui svolgimento – si fa rilevare – risulterebbe avere assecondato varie richieste a fini puramente clientelari.

Ciò che emerge chiaramente dalle indagini – si legge ancora – è che per motivi di strategia e di opportunità, si era quindi statuito che Domenico Creazzo evitasse frequentazioni o anche il semplice accompagnamento con soggetti notoriamente inseriti nell’ambiente della criminalità organizzata e portasse avanti una campagna elettorale sobria.

L’intendimento, però, – secondo Polizia e Dda – non era quello di chiudere le porte alla ‘ndrangheta, il cui bacino di voti avrebbe potuto fare la differenza con gli altri candidati, tanto che si era pensato non di rinunciare a quel tipo di sostegno, quanto di delegarne la richiesta ad intermediari che, in quanto meno esposti pubblicamente, avrebbero potuto relazionarsi, dando meno nell’occhio, con gli ambienti mafiosi”.

La conduzione “spregiudicata” della campagna elettorale di Domenico Creazzo, pertanto, era stata delegata a suo fratello Antonino.

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