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NUOVA SPERANZA, AL SANT’ANNA HOSPITAL RIPARTE LA CHIRURGIA

‘Rapporti con Asp migliori ma non ancora completamente fluidi’

di REDAZIONE 

CATANZARO – 6 DICEMBRE 2021  – “Riprendiamo le attività finalmente, dopo un anno.

Siamo contenti di essere riusciti a tenere duro, come fulgido esempio di resistenza e resilienza”.

Così nel corso di una conferenza stampa Giovanni Parisi, presidente del Consiglio di amministrazione della clinica Sant’Anna Hospital.

“I rapporti con l’Asp – sottolinea Parisi – finalmente si stanno normalizzando. Non sono completamente fluidi, ma stiamo andando in quella direzione anche perché abbiamo dei traguardi e degli obiettivi che dobbiamo raggiungere insieme”.

Quanto alla notizia che l’Asp ha deliberato di costituirsi in giudizio davanti alla Corte dei Conti per danno erariale Parisi, rispondendo ai giornalisti ha detto: “non è un fatto corretto, perché non esiste alcun giudizio davanti alla Corte dei Conti.

Questo ho avuto modo di riferirlo al dottore Lazzaro, perché costituirsi in un giudizio che non c’è credo che sia un atto non legittimo. Con un incarico, tra l’altro, di 34mila euro ad un avvocato esterno ed ho cercato di consigliare al dottore Lazzaro di provare a revocare la delibera perché non c’è ancora un giudizio, ma semplicemente un invito a dedurre”.

Quanto al credito della clinica nei confronti dell’Asp il presidente del Cda ha sottolineato che “il Sant’Anna avanza circa 30 milioni. Non di ipotetici crediti, ma di prestazioni rese. In più abbiamo perso nove mesi di fatturato che corrispondono a 20 milioni e i pazienti hanno rinunciato al Sant’Anna con tutti i danni che possano essere stati arrecati all’azienda”.

Molti i professionisti, infatti, che in questi mesi hanno lasciato il Sant’Anna per trovare un’altra occupazione. Si tratta di 61 infermieri che la clinica sta cercando di reintegrare per tornare a pieno regime entro fine dicembre tra interventi chirurgici che sono già ripresi e diagnostica.

L’obiettivo principale della clinica resta comunque quello di entrare a far parte della rete di emergenza urgenza regionale.