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NO AL FEMMINICIDIO, AMARONI INDOSSA LE “SCARPE ROSSE”


Il prossimo 24 novembre marcia silenziosa per protestare contro la violenza sulla donne

di Rossella NASSO

AMARONI (CZ) –  18 NOVEMBRE 2019 –  La “Cittadina del Miele” si mette le “scarpe rosse”, ormai divenute il simbolo per eccellenza contro il femminicidio e la violenza sulle donne.

Lo farà il prossimo 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.  

Assieme a molte piazze italiane anche quella amaronese ospiterà il corteo delle “scarpe rosse”.

«La marcia silenziosa delle scarpe rosse – dicono dall’amministrazione comunale, promotrice dell’iniziativa –  è diventata un simbolo di protesta e di informazione in tutto il mondo, le scarpe vuote urlano tutto lo strazio, la vergogna, le paure e la condanna di chi ha deciso finalmente di “dire basta”».

L’appuntamento,  dal titolo “Scarpe senza donne”, è per domenica 24 novembre,  dalle 10:00 alle 17:00,  in prossimità delle scale di via Indipendenza, a due passi da Palazzo Canale, sede del municipio.

Quasi quotidianamente la vita di una donna viene spezzata dalla follia di un uomo, o troppo geloso o troppo indispettito dal mutar dei sentimenti della propria compagna nei suoi confronti. La maggior parte di loro sopporta in silenzio,messe in un angolo dalla paura di ritorsioni, soprattutto sui figli.

Colpa di un sistema che non fornisce i dispositivi di sicurezza necessari a sentirsi protette e al sicuro se uscissero dall’angolo. Tale fenomeno nel nostro Paese rappresenta una costante che matura purtroppo a livelli esponenziali quasi quotidianamente e per indicarne l’efferatezza viene denominato Femminicidio. Tale fenomeno per l’appunto,è una tragica violazione dei diritti umani.

 Spesso a cadere sono delle giovani donne o mamme che periscono per mano del proprio amato,proprio sotto gli occhi increduli da tale bestialità dei propri figli. Figli ai quali viene negato e spezzato l’amore materno e figli ai quali viene violentemente spazzata via la vita, la famiglia, l’amore,i valori.

Come possono mai crescere queste piccole vittime e proiettarsi nella vita se il loro cordone ombelicale è stato reciso? Forse bisogna far capire fin dai banchi di scuola che i sentimenti possono cambiare, che prima di diventare coppia, durante e dopo, bisogna comunque rispettarsi in quanto persone.

Far capire che ricevere uno schiaffo da un fidanzatino non è un gioco, ma un atto ignobile che evidenzia un modo irrispettoso d’ intrattenere relazionie a cui le giovani donne devono aprire gli occhi, capendo che le mani o il loro violento gesticolare per ammonire, non portano amore, ma violenza.

La violenza fisica,psicologica di genere e di stato va sempre perseguita. Le pene severe e giuste devono essere una certezza per chi ha la sfortuna di vivere tale dramma.

A tal proposito le scarpe rosse sono diventate il simbolo per dire basta a tanta ferocia e la loro marcia silenziosa, la protesta per informarne il mondo.

Le piazze che in Italia ne accolgono la silente marcia e le scarpe vuote, urlano il proprio dolore, di un colore sordo, muto, indifferente alla gente e alle istituzioni.

Facciamo in modo che ogni donna possa scegliere il colore da indossare nella propria vita, essendo lei a scegliere di vivere, amare, gioire, perché un tacco indossato nella vita non deve generare sospetto o mancanza di rispetto coniugale, ma eleganza, femminilità, che è donna.

Imparino gli uomini che non accettano un cambiamento di rotta, che il possesso non è amore. Il possesso è insicurezza, paura, smania di afferrare ciò che non si può trattenere.

Amare significa lasciare libero l’altro, dandogli la possibilità di esprimere la sua personalità nella coppia e al di fuori di essa, standogli accanto e lasciando che realizzi se stesso e i suoi sogni.

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