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MUORE DI INFARTO DOPO ESSERE STATO VISITATO DA DUE OSPEDALI: A SOVERATO E CATANZARO LO AVEVANO CURATO PER TUTT’ALTRA MALATTIA


Indaga la Procura della Repubblica  di Catanzaro sul presunto caso di malasanità

di REDAZIONE

CARDINALE (CZ) –  30 LUGLIO 2022 –  Sanità malata e ospedali che non riescono a garantire la salute e scongiurare la morte. Di questo si sta occupando il sostituto procuratore della Repubblica Silvia Peru che ha aperto un fascicolo contro ignoti per indagare sulla morte del sessantanovenne Luigi Mazza.

E’ morto per infarto dopo un rimpallo di competenze tra l’ospedale di Soverato e Catanzaro, mentre al Punto di primo intervento della Casa della salute non è stato possibile accedere perché chiuso.

L’Odissea dei familiari è iniziata lunedì scorso quando il pensionato aveva accusato un forte dolore alla testa, al collo e al petto. Il medico di famiglia aveva consigliato il pronto soccorso, dove è arrivato all’ospedale di Soverato con la macchina di famiglia. Stando alla denuncia presentata, il lavoro dei medici si è limitato agli enzimi, ad una radiografia al torace e un elettrocardiogramma. Valori ritenuti normali quindi è stato rispedito a casa. < Mio papà – racconta una delle figlie – continuava a stare male e nessuno dei medici ha saputo darci una spiegazione. Un paramedico ci ha parlato solo di una forte infiammazione alla cervicale, ma ripeto nessun medico è venuto da noi a darci notizie >. A casa quel pomeriggio di lunedì c’è stato davvero poco, perché sempre in macchina ha dovuto fare ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro, ma i familiari continuano nel dire che non ci sono state le cure che il caso grave richiedeva. I familiari hanno insistito molto, non sulle punture antinfiammatorie da fare, ma sul tempestivo intervento dei medici dei due ospedali per scongiurare il peggio.

Dimesso dal “Pugliese” una volta raggiunta Cardinale martedì seguente si è dovuto alzare in volo un elisoccorso per il trasporto di nuovo in ospedale dove è deceduto nel reparto di rianimazione dove i medici l’avevano assegnato.

Una storia di ordinaria disamministrazione della sanità in una porzione importante di territorio, dove si rischio di morire perché c’è una sola ambulanza e spesso non riesce a raggiungere i piccoli paesi. Dove c’è carenza di medici per prestare le prime cure ad un infartuato. Dove ci sono ospedali che mettono in serio rischio la salute della povera gente.

Su questo si basa la denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Catanzaro da parte della famiglia Mazza di Cardinale.

 Nessuno a Katiuscia potrà ridare il papà, ma è bene scuotere le coscienze ed evitare altri casi simili che solamente danni riescono a procurare nella gente. Questo lo sfogo raccolto e soprattutto la speranza che qualcosa cambi nella gestione della sanità. La Casa della salute resta un presidio importante, ma lasciarlo vuoto non serve a nessuno.

 Gli ospedali devono essere attrezzati con specifiche professionalità per evitare che un infarto possa essere scambiato per una cervicale.

Ma di questo se ne occuperà a breve Silvia Peru la pm che ha disposto il sequestro della salma che di trova adesso alla medicina legale dell’università “Magna Grecia” di Catanzaro ed autorizzato l’esame autoptico per il prossimo 2 agosto.

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