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MONTEPAONE (CZ) – Tentata estorsione, carabinieri eseguono ordinanza di misura cautelare


La misura scaturisce da un’articolata e puntuale attività d’indagine avviata dai militari, a seguito di diversi atti intimidatori e danneggiamenti verificatisi nel 2013 ai danni di un noto imprenditore soveratese

di REDAZIONE

MONTEPAONE (CZ) – 28 MAGGIO 2015 –  Nella mattinata di ieri 27 maggio, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Soverato hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal tribunale di Catanzaro nei confronti di S. G.  M. classe 91, residente a Montepaone, in ordine al reato di tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose.

La misura scaturisce da un’articolata e puntuale attività d’indagine avviata dai militari, a seguito di diversi atti intimidatori e danneggiamenti verificatisi nel 2013 ai danni di un noto imprenditore soveratese.

In particolare, la vicenda trae le origini nell’aprile 2013, allorché veniva rinvenuta una bottiglietta contenente liquido infiammabile ed un accendino davanti l’ingresso di una nota attività imprenditoriale a Soverato. A distanza di pochi mesi, verso fine estate 2013, si verificava un episodio ancora più cruento ai danni dell’imprenditore: venivano lanciate due bombe molotov contro un cantiere in costruzione di sua proprietà in un paese limitrofo. Nonostante queste gravi intimidazioni, l’imprenditore non si piegava alle odiate richieste e, purtroppo, le minacce proseguivano. Nel mese di dicembre 2013, infatti, si verificavano altri due gravi atti intimidatori: veniva posizionata un’altra bottiglietta contenente liquido infiammabile ed un accendino, questa volta davanti l’ingresso dell’abitazione dell’imprenditore ed, infine, ancora un’altra bottiglietta contenente liquido infiammabile con attaccati due proiettili davanti l’ingresso del cantiere in costruzione, già oggetto in precedenza del lancio delle molotov.

Sin dal primo atto intimidatorio, i carabinieri dell’Aliquota Operativa si erano messi all’opera per cercare d’individuare i responsabili, riuscendo alla fine, dopo un’intensa e paziente  indagine, a raccogliere cristallini e pesantissimi elementi accusatori nei confronti dei due responsabili dei fatti accaduti, riferendoli alla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.

La Dda di Catanzaro, sposando l’epilogo d’indagine degli investigatori soveratesi, avanzava la richiesta di misure cautelari al competente Giudice per le indagini preliminari. Questi, ravvisando valide esigenze cautelari, ordinava la misura restrittiva degli arresti domiciliari con l’uso del braccialetto elettronico ai danni di S. G. M. che veniva eseguita nella giornata di ieri 27 maggio.

A S. G. M. nonché al soggetto ritenuto suo complice S.R. cl.’92, sono quindi contestati dalla Dda presso il Tribunale di Catanzaro i reati di estorsione, fabbricazione e porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi (“molotov”), danneggiamento, violenza privata, detenzione illegale di munizioni, con l’aggravante di essersi avvalsi delle modalità mafiose.

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