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MONTEPAONE (CZ) – PRESENTATA BROCHURE “STALKING E FEMMINICIDIO.”


In convegno spunti di riflessione di un fenomeno in crescita

Articolo e foto di Gianni ROMANO (Il Quotidiano del Sud) 

MONTEPAONE (CZ) – 16 MARZO 2017 –  Presentata presso la sala riunione dell’hotel “Il Pescatore “di Montepaone lido, la brochure riguardante temi come lo stalking e il femminicidio, con spunti utili alla riflessione per un problema che purtroppo, nonostante leggi già attuate, sembra in crescita.

Iniziava il presidente del MCL di Catanzaro-Crotone, Silvestro Giacobbo,”se il cambiamento di una donna  nella società viene visto come segno dei tempi in questi ultimi anni invece un fenomeno triste come lo stalking e il femminicidio sono ancora presenti in gran numero,per questo è di fondamentale importanza la presenza di associazioni contro la violenza di genere,questa brochure,vuole essere come un campanello di allarme contro le avvisaglie persecutorie con la consapevolezza che bisogna divulgare allo scopo numeri utili di aiuto.”

Anche per Roberto Totino, prendendo  successivamente la parola ha ricordato che il convegno di un anno fa da cui si è partiti per arrivare a questa brochure nella quale “abbiamo condensato – ha detto – un po’ di consigli utili e dati statistici e qualche altra citazione indicativa. Con questa piccola iniziativa vogliamo comunque perpetrare un obiettivo, ovvero tenere alta la guardia. Se noi prendiamo questi studi, facendo riferimento ad una forbice temporale né troppo estesa e né troppo breve, scopriamo che ci sono circa 170 reati all’anno di femminicidio. Tra le altre cose, reputo allarmante che questi avvengano per sette casi su dieci in ambienti familiari, ovvero coniugi, conviventi. Stalking e femminicidio sono due rette che si intersecano tra loro perché i dati dicono che nel 70-80% dei casi il reato di femminicidio viene anticipato da reati persecutori che, a loro volta, nel 90% dei casi non vengono denunciati.”

Dello stesso tenore,l’intervento di  Maria Grazia Muri  presidente Astarte, dicendo che “è importante aver promosso questa iniziativa perché si è dimostrato di dar continuità al convegno dello scorso anno. È un’iniziativa – ha sottolineato – che, tra l’altro, parte da uomini, quindi a maggior ragione è importante per noi dei centri di antiviolenza. Abbiamo avuto un aumento di segnalazioni e di casi per quanto riguarda la nostra associazione; le donne che hanno subito violenza le abbiamo cercato anche di coinvolgerle nella nostra associazione attivamente, tante hanno risposto ma tante no. Se guardiamo indietro, stiamo continuando a portare avanti il nostro progetto – ha spiegato – che si chiama ‘sos Astarte donna’, interveniamo aiutando le vittime accompagnandole in tutto il percorso per il reinserimento.”

“Non è semplice allontanare l’aggressore e, continuava Muri, spesso quindi, chi si deve allentare da casa è la donna, e non la trovo una cosa giusta. È importante far applicare le leggi e, inoltre, abbiamo difficoltà ad accompagnare le vittime in strutture adeguate. Abbiamo partecipato ad un bando della tavola valdese che devolve i fondi dell’8 per mille alle associazioni che si occupano del sociale, ed abbiamo quindi realizzato un rifugio temporaneo che utilizziamo nei momenti di emergenza per queste donne che subiscono violenza. Bisogna però pensare al reinserimento sociale delle vittime, andrebbero sensibilizzate le istituzioni e le imprese locali affinché si faccia qualcosa di concreto per loro.”

Si è entrati nel concreto con norme e reati,grazie alla presenza dell’avv. Dario Gareri che ha affrontato il tema sotto il profilo giuridico: “Normativamente parlando – ha esordito – si potrebbe dire ‘dallostalking e femminicidio lato A stalking al femminicidio’, dal 2009 infatti è stato introdotto il reato di atti persecutori. Molte volte lo stalking viene definito un ‘reato sentinella’. Questo reato, introdotto nel nostro codice penale, ci permette di intuire gli atti persecutori commessi ed evitare che si tramutino in cose ancor più gravi. In Italia purtroppo ci sono anche delle carenze strutturali.”

Per quanto riguarda l’allontanamento dell’aggressore dalla casa, l’avvocato ha evidenziato che “la norma esiste ma spesso non viene applicata ma, la risposta immediata per i problemi di questa natura, avviene proprio nell’immediatezza. Bisogna cercare di fare di più su queste situazioni, per cui bisogna informare per prevenire.”

L’avv. Gareri ha anche ricordato che, nel 2011, la stipula della Convenzione di Istanbul, ha inserito, di fatto, la violenza di genere nella violenza dei diritti umani; la Convenzione è stata ratificata da 31 Paesi ed è stata una sorta di anticipazione della legge sul femminicidio.In merito poi alla prevenzione ed informazione, l’avv. Gareri ha affermato che deve essere veicolata da tutti, spiegando che la “legge sul femminicidio ha inserito delle aggravanti, e delle modifiche al codice di procedura penale, perché ci sono determinati reati che sono procedibili soltanto dietro presentazione della denuncia, e i termini di tale denuncia sono stati allungati a 180 giorni.

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