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MONTEPAONE (CZ) – Pasta in bianco per avvelenare cani e gatti


cane avvelenato

Dopo i malori e le morti di alcuni gatti e cani domestici, scoperte in strada delle vaschette contenenti pasta rigurgitata mista a polvere verde

Fonte, articolo e foto di Gianni Romano, Il Quotidiano della Calabria

MONTEPAONE (CZ) – 20 GIUGNO 2014 – Una mano ignota,  per ora,sta avvelenando in modo sistematico cani e gatti in via Kennedy a Montepaone Lido.

A dirlo alcuni residenti che stanno cercando di rintracciare questa persona senza alcuno scrupolo.

«La sera del 17 giugno 2014 mi trovavo fuori casa – queste le parole di un residente – intorno alle ore 22, 30 ricevo una chiamata da parte di mio cugino che, con tono particolarmente preoccupato, mi informava delle “strane” condizioni di salute in cui aveva trovato il mio cane in giardino al momento del suo rientro. Lo descrive come debole ed incapace di alzarsi sulle 4 zampe per rispondere al suo saluto, tremolante e con lo sguardo vitreo».

«Durante i primi istanti della conversazione – prosegue il residente –  non mi allarmo in quanto Lucky (questo il nome del cane) è anziano, ha 14 anni e con l’età sono subentrate alcune patologie cardiache che ne hanno compromesso l’estrema vitalità ed esuberanza che lo ha sempre caratterizzato. In altre parole pensavo fosse “solo” molto stanco. Nel prosieguo della telefonata, continuo a chiedere altri particolari, ed è quando mi dice di aver visto della bava alla bocca che capisco da subito che si tratta di avvelenamento».

«Mi precipito subito a casa con la mia compagna – aggiunge il nostro interlocuotore – dove troviamo ad attenderci in giardino mio cugino insieme alla fidanzata ed il mio cane. La situazione è critica. D’istinto, provo immediatamente a farlo rimettere, ma il cane viene colpito da una forte crisi convulsiva. Contemporaneamente rinveniamo per strada della pasta “in bianco”, come rigurgitata. Ci convinciamo che si tratta di avvelenamento. Fortunatamente avevamo il numero di telefono dell’ambulatorio veterinario di Catanzaro Lido e dopo pochi istanti di conversazione con il dottore di turno ci precipitiamo con il cane presso lo stesso. Grazie all’intervento immediato e accurato dei dottori presenti riusciamo a salvare il nostro amato compagno, diventato ormai mascotte dell’intera via in cui viviamo».

 «Intorno alle ore 1:30 di notte – prosegue nel racconto il residente –  torniamo a casa, sistemiamo Lucky per come consigliatoci dai dottori ed attendo il rientro dal lavoro di mio fratello. Al suo arrivo decidiamo di far fare una passeggiata al cane ed è in quel momento che all’inizio di viale Kennedy, a fianco dei cassonetti per l’immondizia, troviamo un vaschetta con della pasta identica a quella rigurgitata che presentava della sostanza verde in polvere (veleno) per come descrittoci precedentemente in ambulatorio. Decidiamo di eliminarla per evitare altre barbare intossicazioni di animali innocenti».

«Nel pomeriggio del 18 giugno – dice ancora il residente – mia cognata passeggia con Lucky tenendolo al guinzaglio. I nostri vicini, stupiti, le chiedono come mai non fosse libero come al solito. Lei racconta l’accaduto ed è in quel momento che viene alla luce una realtà inquietante: alcuni vicini raccontano di aver assistito alla morte dei loro gatti colpiti dalle stesse crisi che aveva avuto Lucky la sera prima, altri gatti erano stati dispersi e addirittura qualche giorno prima era morto per avvelenamento un’altro cane questa volta all’interno di una proprietà privata».

«Non vogliamo fare sensazionalismo ma solo avvertire che quell’ignoto da oggi avrà più occhi puntati addosso ed il suo anonimato potrebbe durare ancora per poco. Infatti – conclude il residente –  quasi tutte le famiglie che abitano in questa via hanno animali domestici e la soluzione all’accaduto potrebbe anche essere più veloce di quanto si pensi. Oltretutto i gatti selvatici presenti, vengono quotidianamente rifocillati da tutti, sia per amore verso gli animali che per evitare l’infestazione stagionale di animali quali topi vista la presenza di uliveti e campagne che circondano l’intero isolato». 

 

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