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MONTEPAONE (CZ) – Nasce il primo locale cardio protetto


I protagonisti di questa bella storia

I protagonisti di questa bella storia

Su iniziativa della “Montepaone soccorso” il personale diuna nota pizzeria è stato abilitato alle tecniche di primo soccorso e all’uso del defibrillatore. Lo strumento è in dotazione al locale

Articolo e foto di Gianni ROMANO (Il Quotidiano del Sud)

MONTEPAONE (CZ) – 7 MAGGIO 2015 – Nasce a Montepaone Lido, il primo locale della provincia di Catanzaro cardioprotetto, questo grazie al corso effettuato con il titolare della “Montepaone soccorso”, Giuseppe Cuomo, il personale della pizzeria “Il Ghiottone”, situato in pieno centro cittadino in via Mazzini, è stato formato all’uso del Blsd e il defribillatore è presente all’interno del locale.

La sua posizione centrale e il fatto che tutto il personale sia abilitato potrebbe aiutare non solo i clienti ma anche passanti in difficoltà cardiaca. Ma la “Montepaone soccorso” si sta attivando per fare sì che anche qualche attività balneare si doti di questo strumento salvavita, nel periodo estivo la popolazione di Montepaone raggiunge le ventimila presenze e l’importanza di avere a portata di mano questo strumento e personale formato è di grande importanza.

Il Basic Life Support (in italiano sostegno di base alle funzioni vitali, noto anche con l’acronimo Bls), è una tecnica di primo soccorso che comprende la rianimazione cardiopolmonare (Rcp) ed una sequenza di azioni di supporto di base alle funzioni vitali. La definizione Blas/D si riferisce al protocollo Bls con l’aggiunta della procedura di defibrillazione (che è lo standard progressivo nei corsi di formazione per soccorritori) Lo scopo di tale tecnica è quello di mantenere ossigenati il cervello e il muscolo cardiaco, insufflando artificialmente aria nei polmoni e provocando, per mezzo di spinte compressive sul torace, un minimo di circolazione del sangue.

Il rischio principale collegato alla mancanza di soccorso in questi casi è il danno anossico cerebrale; si tenga a tal proposito presente che l’ossigeno (necessario appunto al cervello) è presente nell’aria-ambiente in percentuali medie del 21%, mentre quello presente nell’aria espirata dai polmoni è circa del 16% (vale a dire che, respirando, consumiamo soltanto circa un quarto dell’ossigeno presente nell’aria, e ciò significa che, teoricamente, la stessa aria può essere respirata al massimo 4 volte); questa constatazione ci fa capire come l’intervento con la respirazione artificiale semplice (con la bocca) piuttosto che con la respirazione artificiale evoluta (pallone autoespandibile, bombola di ossigeno, soccorso avanzato) possa realmente fare la differenza, giacché praticando la classica respirazione bocca a bocca, il soccorritore insufflerà nei polmoni della vittima un’aria il cui ossigeno è già stato parzialmente utilizzato (poiché il soccorritore ha inspirato ed espirato quell’aria), e perciò sarà un’aria meno efficace.

 

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