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MONTEPAONE (CZ) – LA PREVENZIONE E IL POTENZIAMENTO DELLE COMPETENZE GENITORIALI


Convegno organizzato dall’Associazione Nazionale Assistenti Sociali con il patrocinio del Comune

Articolo e foto di Gianni ROMANO  (Il Quotidiano del Sud)

MONTEPAONE (CZ) – 18 FEBBRAIO 2018 –  Si è tenuto presso la sala consiliare di Montepaone lido, un convegno dal titolo, ”La prevenzione dell’istituzionalizzazione e il potenziamento delle competenze genitoriali, strumenti,metodi e prospettive per un lavori di rete efficace”.

Una tematica quanto mai complessa, organizzata dall’associazione nazionale assistenti sociali, con il patrocinio del comune di Montepaone.

Ad introdurre i lavori davanti ad una platea numerosa, Vita Gaetani,  segretaria Regione Calabria associazione nazionale assistenti sociali, Danilo Ferrara presidente ordine professionale assistenti sociali della Calabria. Ad introdurre i temi Maria Assunta Fiorentino, assessore al comune di Montepaone alle politiche sociali e giovanili.

Il convegno entrava nel vivo con il lungo intervento di Ilenia Viscomi assistente sociale  specialista, Viscomi ha trattato una tematica quanto mai attuale, il quadro politico internazionale e nazionale con i percorsi di  deistituzionalizzazione dell’infanzia, il modello ecologico e la sua evoluzione per concludere il suo intervento con il programma P.I.P.P.I. caratteristiche, implementazione e risultati,con il potenziamento delle competenze genitoriali attraverso strumenti innovativi, educazione domiciliare rete tra servizi e equipe multidisciplinari.

Le conclusioni sono state affidate a Vita Gaetani che ha parlato di aspetti deontologici dell’agire professionale dell’assistente sociale nei confronti di minori,famiglie e nel lavoro di rete. Il sostegno alla genitorialità è spesso inteso, in senso fuorviante, come quell’intervento destinato a famiglie problematiche, o in casi di separazione e divorzio, come intervento protettivo a fare garantire il benessere soprattutto dei minori.

In realtà tale definizione è riduttiva, dal momento che è destinato (e sempre più richiesto) anche in casi in cui le condizioni familiari sono sane e non critiche. Lo scopo di questo tipo di intervento, che può essere promosso in contesti pubblici (ASL, consultori, scuole, centri per famiglie) o anche privati (liberi professionisti, associazioni, etc.), è quello di mettere in evidenza le risorse della famiglia, nonché dei membri che la compongono, al fine di sostenere (come dice la parola stessa) il gruppo familiare nell’attraversamento di un periodo critico della propria storia.

Con critico intendiamo, ovviamente, non soltanto sofferente, ma rilevante e ricco di opportunità che potrebbero trasformarsi in rischi di varia entità se non adeguatamente riconosciute. 

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