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MONTEPAONE (CZ) – “La conoscenza umana” di Giuliano Di Bernardo


Giuliano Di Bernardo

Giuliano Di Bernardo

In un convegno organizzato dall’associazione culturale “Vincenzo Cassadonte”, il professore ha illustrato il suo ultimo libro in cui è condensata la propria visione interpretativa della società

Fonte: articolo e foto di Gianni Romano (Il Quotidiano del Sud, in precedenza denominato Il Quotidiano della Calabria)

MONTEPAONE (CZ) – 15 LUGLIO 2014 – Presso l’hotel Calaghena, si è tenuto il convegno “La conoscenza umana” presieduto dal professor Giuliano di Bernardo. Al tavolo della presidenza l’avvocato Rocco Mercurio,  presidente dell’associazione culturale “Vincenzo Cassadonte”, il dottore Francesco Maltese ed il dottore Enzo Posca.

Il presidente Mercurio, soffermandosi sulla figura di Vincenzo Cassadonte come ispiratore dell’associazione ed esempio di valori, saggezza, rettitudine, onestà e tolleranza, spiega come l’associazione si basi su principi costituzionali, nella totale trasparenza, e di garanzia della moralità, e si prefigga di ricercare e difendere la libertà, il rispetto dello Stato, la libera espressione e l’originalità di ogni essere, uomo e donna.

Introduce il professore Di Bernardo elaborando una presentazione sulla sua ultima opera “La conoscenza umana”, e su come nel libro s’interroghi sulla provenienza, sul presente e sulla direzione dell’umanità, attraverso le scienze, ma all’interno della morale, dell’etica e della religione. Scienza e religione che, da sole, non possono garantire una traccia retta alla direzione dello sviluppo umano, che abbisogna di un’etica mondiale che va imposta alla società da qualcuno al di sopra della massa informe, da una guida che possa al meglio fonderle al fine di indirizzare il progresso: un tiranno illuminato.

Introdotto dall’avvocato Mercurio, Il professor Di Bernardo prende parola esponendo come la sua ricerca sia partita dal suo essere uomo accademico, professore universitario, e si sia sviluppata, attraverso uno studio sull’uomo e sulla conoscenza, la sua visione interpretativa della società. Visione che attraverso il suo impegno parallelo in massoneria, che l’ha portato ai vertici internazionali del potere, ha potuto rendere da semplice teoria a realtà.

Il professore spiega come il disorientamento odierno dell’uomo comune – che non può essere chiarito neanche dalle istituzioni, oggi miopi e volte solo all’immediato consenso popolare e non tese ad un programma definito, preciso e di lungo respiro – possa essere risolto solamente grazie ad un’opera socratica di conoscenza di se stessi, delle esigenze e delle aspirazioni vere dell’uomo. Spiega ancora come oggi si dia rilievo ad entità artificiose come indici economici, pil e spread per misurare il livello di benessere di un popolo invece che al suo sviluppo nell’arte, nelle scienze, nelle tecniche e nel tenore di vita.

Scienze e tecniche che, dalla loro nascita agli albori delle società 10.000 anni fa, attraverso topici interventi hanno trasformato l’umanità fino all’odierno, compiendo passi  negli ultimi 30 anni tali da permetterci di conoscere la materia fin nell’infinitamente piccolo.

Fino alle teorie darwiniane sulla conoscenza della vita, alle fondamentali intuizioni e scoperte sull’origine stessa della vita, le quali hanno reso l’uomo alla stregua della natura, capace di creare come e meglio di essa, capace di modificare e dare la vita stessa, capace – attraverso la scienza – di sostituirsi alla natura stessa fino a creare un uomo nuovo . Questo potere, per essere calato all’interno della società, si serve del governo dei popoli, oggi in maggiorparte rappresentato dalla forma democratica. Democrazia che, però, ha nella sua essenza i suoi limiti più grandi.

Secondo il professore, avendo nel processo democratico ciascuno una voce d’importanza pari all’altra, la visione differente di ognuno non può creare che una discussione che inevitabilmente sfocia nello scontro, in un conflitto dato dalla stessa natura violenta dell’essere umano, col risultato di un livellamento sul piano più basso delle proposte, secondo l’assunto di Gresham per cui “la moneta cattiva scaccia quella buona”. Il confronto paritario di ogni voce non é quindi il modo di risolvere i problemi, portando ciò solo ad una stasi che viene aggirata da chi, operando oltre questa democrazia, dall’alto impone le sue soluzioni.

Non c’è allora modo per aggirare i fisiologici limiti della democrazia che attraverso l’aggregazione mondiale di una rete di uomini dotati di intelligenza, visione, cultura e conoscenza. La creazione di una élite pensante – di uomini e donne di ogni provenienza, religione e colore – che possa, attraverso la propria conoscenza e lungimiranza, indirizzare una massa che altrimenti è incapace di autodeterminarsi ed autogovernarsi.È necessaria quindi una guida illuminata che possa, con la sua stessa luce, illuminare il cammino per gli altri, ora che anche le organizzazioni secolari hanno smarrito la propria direzione identitaria esattamente come le istituzioni.

Al termine della presentazione, qualche domanda porta il professore a spiegare come la globalizzazione, frutto della scienza al fine di abolire le barriere fisiche e commerciali, sia potenzialmente una grande risorsa nelle mani corrette, ma una forza dannosa e distruttiva nelle incapaci mani dei politici attuali.

Rispondendo ad un’altra domanda, spiega come non sia mai esistito un governo realmente democratico, già dai tempi in cui Robespierre e Lenin si propagandavano difensori del quarto stato e del proletariato, rivelandosi poi non come coloro che hanno portato le masse al governo, ma che hanno semplicemente governato da sè quelle masse.

È quindi inevitabile e necessario che esista un unico fulcro del potere, un tiranno che sia però intelligente, saggio, lungimirante e, in una sola parola, illuminato.

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