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MONTEPAONE (CZ) – COME TUTELARE IL NOSTRO MARE


Convegno Rotary su come valorizzare strategica risorsa calabrese

Articolo e foto di Gia. RO. (Il Quotidiano del Sud)

 MONTEPAONE (CZ) – 29 APRILE 2016 –  Dodici club rotariani calabresi ciascuno in rappresentanza di altrettanti paesi e città sia della costa jonica sia di quella tirrenica si sono riuniti a Montepaone presso l’Estella Club per discutere su un tema di primaria importanza: il nostro mare, un bene da tutelare una risorsa da valorizzare.

Dopo il saluto del Sindaco Mario Migliarese, che ha dato il benvenuto ai rappresentanti dei vari comuni partecipanti, si sono susseguiti gli interventi di personalità di spicco e conoscitori della materia. Francesco Colosimo, ordinario del dipartimento di ingegneria civile dell’Università della Calabria, ha rappresentato la critica situazione della nostra realtà. I depuratori esistenti sono insufficienti rispetto alla richiesta sempre maggiore dei residenti nonché alle necessità crescenti della maggiore popolazione estiva. Se da un lato, la creazione di nuovi depuratori è difficilmente realizzabile attesa la spesa per la realizzazione degli stessi, dall’altro è necessario trovare una risposta alle necessità di acqua depurata ed alla realtà sempre più frequenti di liquami nel mare.

Tanto più che, come è stato evidenziato dal dott. Rio, presidente di Demoskopica, circa il novanta per cento del turismo calabrese è balneare.  Il mare deve quindi essere visto e valorizzato non solo quale ricchezza naturale e patrimonio da vivere e tramandare come è stato fatto per millenni prima di noi, ma anche quale maggiore risorsa turistica – e quindi economica – della nostra regione. Questo dato dovrebbe quindi spingere i politici locali a prestare più attenzione ai liquami che spesso si vedono galleggiare sullo specchio d’acqua salata che per grazia ricevuta la Calabria ha avuto in dono. Dovrebbe essere principale interesse pubblico, quello di evitare, nel contesto locale e territoriale, che atti illeciti portino allo scarico di rifiuti in mare.

Dovrebbe essere interesse comune ad ogni cittadino, e quindi principale compito del primo cittadino di ogni paese del territorio, quello di denunciare pratiche illecite, scarichi di rifiuti nei fiumi o direttamente a mare. Non possiamo lasciare che la pulizia del mare dipenda unicamente dalla magnanimità delle correnti. Senza tenere in considerazione i rischi per la salute che chi è esposto alla contaminazione di acque insalubri può subire.L’incontro, oltre ad essere un momento riflessione e di analisi della situazione corrente voleva essere ragione di sprono per migliorare la situazione.

Ed ecco allora che la risposta a quanto ciascuno di noi può fare per migliorare la situazione ed il benessere del nostro mare è emersa dalle riflessioni dei relatori ed in particolare dal dott. Tansi, dirigente responsabile della Protezione Civile della Regione Calabria, che primo fra tanti ha messo in atto quanto suggerito alla platea. Denunciare i comportamenti illeciti che quotidianamente vengono compiuti. Utilizzare le moderne tecnologie per scopi di indagine e prevenzione come può ad esempio essere la possibilità di utilizzare i droni per controllare il percorso dei fiumi e prevenire eventuali illecite discariche; usare i gps per controllare dove gli autospurghi vanno a scaricare i rifiuti raccolti.

Nel quotidiano poi, ognuno di noi può impegnarsi nella raccolta differenziata, nell’evitare di sporcare le nostre coste, e quindi il nostro mare, con plastica o altri rifiuti difficilmente biodegradabili; nel denunciare alle autorità competenti eventuali fatti illeciti che dovesse riscontrare nel quotidiano.

I sindaci dei comuni costieri, più di altri, dovrebbero fare degli incontri programmatici nel tentativo di affrontare il problema e fare sentire un peso politico forte per tutelare e valorizzare il più prezioso dei beni che la natura ha regalato a questa meravigliosa terra, il mare.

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