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MONTEPAONE (CZ) – COL PRANZO DI NATALE IL CSM VA OLTRE LA PATOLOGIA


Storica iniziativa del Centro Diurno. Una giornata di incontro, di scambio e di relazioni interpersonali finalizzati alla crescita

Articolo e foto di Gianni ROMANO (Il Quotidiano del Sud)

MONTEPAONE (CZ) –  17 DICEMBRE 2016 –  In occasione delle festività natalizie il Centro Diurno con sede presso il Csm di Montepaone, diretto dal dr. Salvatore Ritrovato, ha  organizzato il Pranzo di Natale per il 14 dicembre 2016 presso il   Ristorante   Il Pescatore in  Montepaone lido.

E’ un evento storico, che si propone da diversi anni e si realizza con la  partecipazione delle  Associazioni  di volontariato che lavorano in rete: Ama Calabria , Afadi, Don Pellicanò, Santo Stefano  e con la Fondazione Paolo Ponterio. La dr.ssa Rosa Conca responsabile del Centro diurno sostiene che le istituzioni sanitarie e le Associazioni di volontariato ,  con le proprie esperienze si incontrano per lavorare assieme nella quotidianità  condividendo il principio dell’auto-mutuo-aiuto.

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Nell’ occasione speciale quale il Pranzo di Natale,  attraverso il calore umano  si accolgono  persone e famiglie e non solo  patologie per  promuovere divertimento e serenità  e trasmettere la vicinanza delle Istituzioni.  “ E’ stato un evento altamente positivo che   ha rafforzato  i rapporti tra gli operatori,  i volontari e le famiglie, una giornata di incontro e di scambio di relazioni interpersonali” finalizzati alla crescita.

Hanno presenziato all ‘evento i vertici dell’Azienda Sanitaria di Catanzaro dr. Giuseppe Perri  ed il Capo Dipartimento dr. Corasiniti Gregorio che nell’occasione hanno espresso grande apprezzamento per  la gestione delle attività riabilitative che si svolgono presso il Centro Diurno, rassicurando tutte le famiglie con la loro disponibilità all’ascolto ed al sostegno concreto dei servizi sanitari dedicati.  

L’ obiettivo  generale condiviso dalle Istituzioni presenti  è   “fare assieme” al fine di sviluppare, attraverso l’ impegno consapevole  e costante,  una cittadinanza attiva  e non assistenziale che sceglie  di prendersi cura di se stessa. L’isolamento non permette il raggiungimento di grandi  obbiettivi ma utilizzando  le risorse e gli interventi assieme ad altri moltiplica le proprie possibilità e può contribuire significatamene a migliorare la qualità della vita della nostra comunità.

Hanno aderito alla manifestazione 100 persone  tra operatori di istituzioni della salute mentale, volontari e famiglie coinvolte in un percorso di crescita personale e sociale.

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