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MONTEPAONE (CZ) – CHIESA DELL’IMMACOLATA, TUTTO QUELLO CHE (ANCORA) NON SI SA


Il sacro edificio è stato al centro di una interessante giornata di studi

Articolo e foto di Gia. RO.

PRESERRE (CZ) – 5 MARZO 2016 –  “Il patrimonio storico artistico della chiesa Matrice di Maria SS. Immacolata” è stato il titolo dell’importante giornata di studi  svoltosi a Montepaone e che ha visto relazionare in una chiesa gremita fino all’inverosimile, alcuni studiosi in merito alle problematiche artistiche e alla conoscenza, ad oggi non ancora esaustiva, dell’importante patrimonio culturale del piccolo centro in un arco di tempo ascrivibile tra i secoli XVI e XIX.

Tre gli ambiti di studio intorno ai quali si sono incentrate le relazioni degli architetti Mario Panarello (Centro Studi sulla Cultura artistica dell’Italia Meridionale “Giovanni Previtali), Dario Puntieri (Dottore di ricerca Università Federico II di Napoli) e Oreste Sergi Pirrò, (Dottore di ricerca Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria) tutte improntate sul tema delle opere d’arte, della suppellettile liturgica e dello spazio sacro ad esse connesso.

Gli interventi hanno evidenziato figure di architetti, artisti e artefici che nei secoli hanno operato nella progettazione, costruzione e abbellimento dell’antico edificio sacro montepaonese, ricostruito, all’indomani del terremoto del 1783, su progetto del Regio Ingegnere Vito De Luca e realizzato grazie all’impegno di quattro nobili del tempo, il “Dottor Fisico”D. Francesco Saverio Rossi, il “Dottor Fisico” D. Saverio Ranieri, il “Dottor Fisico” D. Brunone Pirrò e il Magnifico Giuseppe Pirròche nel 1793, eletti “in pubblico parlamento”, si fecero garanti, in nome proprio e con i loro beni personali, davanti al popolo e al sindaco D. Antonio Pelaggi, di ricevere la somma stanziata dalla Cassa Sacra e di assicurare il lecito utilizzo dei fondi e l’esecuzione a regola d’arte dei lavori.

Il convegno ha messo in luce i molteplici aspetti dell’espressione figurativa e architettonica in uno stretto connubio tra arte, architettura, definizione degli spazi, liturgia e ornamento, consolidati all’indomani della consacrazione avvenuta nel 1846 per mano di mons. Concezio Pasquini, vescovo di Squillace pro tempore. Evidenziato e analizzato il sottile rapporto tra immagine, decorazione, culto e spazio prima e dopo la ricostruzione settecentesca, argomento sviluppato negli studi di Mario Panarello che ha  approfondito i “Risvolti artistici a Montepaone tra XVI e XVIII secolo”, in quelli di Dario Puntieri che ha analizzato gli “Sviluppi e modelli architettonici tardo settecenteschi nella facciata della chiesa Matrice di Montepaone”, ed infine in quelli diOreste Sergi Pirrò che ha esaminato il rapporto tra “contenitore” e “contenuto”in un excursus storico su “Montepaone tra arte e fede: la chiesa Matrice e i suoi arredi liturgici”.

La giornata di studio si è posta all’interno di questo quadro culturale e alla luce di una rinnovata attenzione sui beni culturali ecclesiastici come è stato ben sottolineato nel suo intervento di saluto da don Massimo Cardamone, Direttore dell’Uffico Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace.

I qualificati interventi hanno posto l’accento non solo sul ruolo più o meno determinante di molti artisti attivi nel mezzogiorno d’Italia e, in particolare, nell’antica Diocesi di Squillace e nei territori della Diocesi “nullius” della Certosa di S. Stefano di Serra S. Bruno, ma anche di committenti o “illuminati” personaggi storici montepaonesi, come Mons. Francesco Antonio Spadea  vescovo di Aquino e Pontecorvo (1742- 1751) che, per volontà testamentaria,donò alla Matrice dell’Immacolata un calice in argento, tre pianete, un piviale e un parato di  sette reliquiari lignei settecenteschi come ha ricordato il parroco don Nicola Ierardi nel suo intervento di saluto.

Per l’occasione è stata allestiata una piccola mostra allestita all’interno della chiesa Matrice dell’Immacolata che nella sessione mattutina è stata  visitata da numerosi studenti dell’Istituto comprensivo Statale “Mario Squillace” guidati da Massimiliano Cappuccino e Brunella Russo de  “L’Occhio del Pavone”

L’importante evento culturale ideato da Saverio Candelieri presidente dell’Associazione Solidales e moderato dalla giornalista Rossella Paone, ha registrato gli interventi di saluto dell’arch. Francesca Savari  dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Catanzaro, del Sindaco di Montepaone, Mario Migliarese, di Rosario Bressi dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro e del consigliere regionale Baldo Esposito. Oltre all’arcivescovo emerito Cantisani, numerose le autorità religiose civili e militari presenti..

Le conclusioni dei lavori sono state affidate a Mons. Vincenzo Bertolone, Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace e Presidente della Conferenza Episcopale Calabra che nel complimentarsi per  l’ottima riuscita dell’iniziativa ha inteso ribadire il valore dell’arte che deve rendere percepibile e affascinante il mondo dello spirito, dell’invisibile, di Dio. È quella via della bellezza che la tradizione cristiana ha sempre percorso. In un mondo che si sta ingrigendo, che si scolora nella superficialità, che perde l’energia dello spirito, che procede a tentoni senza una rotta né una meta, per Bertolone, l’umanità aspetta di essere illuminata sul proprio cammino.

In tale prospettiva bello, vero e bene s’intrecciano spontaneamente nell’arte autentica. Questo mondo in cui viviamo ha bisogno di bellezza per non oscurarsi nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che mette la gioia nel cuore degli uomini, è il frutto prezioso che resiste all’usura del tempo che unisce le generazioni e le congiunge nell’ammirazione.

 

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