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MONTEPAONE (CZ) – Avvocati a confronto sul reato di riciclaggio


riciclaggio

Il simposio è organizzato nell’ambito dell’attività di formazione professionale promossa dal Consiglio dell’ordine di Catanzaro. Presente il colonnello Domenico Frustagli del Gico di Catanzaro

Articolo di Gianni Romano (Il Quotidiano del Sud)

MONTEPAONE (CZ) – 10 DICEMBRE 2014 – Giorno 12 dicembre alle ore 16,30, nell’ambito dell’attività di formazione ed aggiornamento promossa dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro, presso la sala convegni della Banca di Credito Cooperativo di Montepaone si terrà un convegno sul tema “Il reato di riciclaggio, gli adempimenti antiriciclaggio negli studi professionali e profili deontologici”.

Dopo i saluti del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro, Prof. Avv. Giuseppe Iannello, interverranno l’ Avv. Giovanni Caridi, consigliere dell’ordine, ed il dott. Domenico Frustagli, Tenente Colonnello del Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro. 

Nel corso del convegno verranno approfonditi aspetti tecnico – giuridici, oltre che operativi, relativi alla normativa in materia di riciclaggio anche alla luce della recente approvazione da parte del Senato della legge sulla nuova fattispecie dell’autoriciclaggio.

Dopo un breve cenno sulla collegata normativa in materia di Voluntary Disclosure (meglio nota come rientro dei capitali), anch’essa approvata nel medesimo testo, la relazione passerà poi all’esame della normativa in materia antiriciclaggio come disciplinata dal D.Lgs. n.231/2007 e successive modifiche ed integrazioni, con particolare riferimento agli adempimenti previsti per gli studi professionali, nuovi attori chiamati a vigilare al fine di prevenire l’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio accanto agli intermediari abilitati.

E’ ormai necessario che anche gli studi professionali prendano coscienza dell’ importanza del ruolo che sono chiamati a svolgere nell’ambito del più ampio dispositivo normativo posto a tutela del mercato e dell’economia onde impedire le infiltrazioni nel tessuto economico legale da parte delle enormi masse di liquidità di provenienza illecita che, inesorabilmente, alterando il gioco della concorrenza e del mercato, mettono fuori gioco le imprese sane che ricorrono ai canali ufficiali di finanziamento.

Tocca anche a loro, dunque, fornire all’Ordinamento una sorta di “collaborazione attiva” necessaria a prevenire l’inquinamento del sistema economico e garantire il regolare svolgimento del gioco della concorrenza sul mercato.

 

 

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