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MONTEPAONE (CZ) – ARRESTO CARDIACO, IMPARARE A FRONTEGGIARLO E’ UN “FATTO CULTURALE”


Proseguono sul territorio le iniziative di formazione della “Montepoane Soccorso”

Articolo e foto di Gianni ROMANO (Il Quotidiano del Sud)

MONTEPOANE (CZ) –  7 FEBBRAIO 2017 –  Continuano a Montepaone,i corsi per la abilitazione al BLS,il corso salva vita grazie all’impegno continuo e costante di Giuseppe Cuomo della “Montepaone Soccorso”.

Locali pubblici, stabilimenti balneari, uffici e ora anche la ludoteca ”Imparando giocando” di Montepaone lido è  da oggi, un locale “cardio protetto” grazie alla voglia di formazione che il titolare della “Montepaone Soccorso” sta divulgando in tutto il territorio e zone vicine.

Il corso ha trattato info su BLS e BLSD  adulto e pediatrico,prove tecniche e pratiche di  disostruzioni delle vie  aeree e respiratorie .Il  Basic Life Support (in italiano sostegno di base alle funzioni vitali, noto anche con l’acronimo BLS) è una tecnica di primo soccorso che comprende la rianimazione cardiopolmonare (RCP) ed una sequenza di azioni di supporto di base alle funzioni vitali. La definizione BLS/D si riferisce al protocollo BLS con l’aggiunta della procedura di defibrillazione (che è lo standard progressivo nei corsi di formazione per lo  scopo di tale tecnica è quello di mantenere ossigenati il cervello e il muscolo cardiaco, insufflando artificialmente aria nei polmoni e provocando, per mezzo di spinte compressive sul torace, un minimo di circolazione del sangue.

Il rischio principale collegato alla mancanza di soccorso in questi casi è il danno anossico cerebrale; si tenga a tal proposito presente che l’ossigeno (necessario appunto al cervello) è presente nell’aria-ambiente in percentuali medie del 21%, mentre quello presente nell’aria espirata dai polmoni è circa del 16% (vale a dire che, respirando, consumiamo soltanto circa un quarto dell’ossigeno presente nell’aria); questa constatazione ci fa capire come l’intervento con la respirazione artificiale semplice (con la bocca) piuttosto che con la respirazione artificiale evoluta (pallone auto-espandibile, bombola di ossigeno, soccorso avanzato) possa realmente fare la differenza, giacché praticando la classica respirazione bocca a bocca, il soccorritore insufflerà nei polmoni della vittima un’aria il cui ossigeno è già stato parzialmente utilizzato (poiché il soccorritore ha inspirato ed espirato quell’aria), e perciò sarà un’aria meno efficace.

Altrettanto importante è la tempestività dell’intervento: dall’inizio dell’arresto cardio-circolatorio, mediamente le probabilità di sopravvivenza diminuiscono del 7-10% ogni minuto; già dopo 9-10 minuti, in assenza di RCP (sigla di Rianimazione Cardio-Polmonare), è molto difficile se non impossibile sperare il recupero del danno anossico cerebrale definitivo (ma i primi gravi danni al cervello si riscontrano dopo già 4 minuti di mancanza di ossigeno).

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